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Quella volta che Nick Cave non fece il concerto perché era in prigione

Il musicista australiano lo racconta parlando con l'ex compagno di band Mick Harvey
Quella volta che Nick Cave non fece il concerto perché era in prigione

Per celebrare l'uscita della nuova raccolta intitolata "B-Sides & Rarities Part II" (leggi qui la recensione), il prossimo mercoledì 27 ottobre verranno pubblicate qui due conversazioni audio tra Nick Cave e Mick Harvey e tra Nick Cave e Warren Ellis. Più sotto potete leggere una anticipazione del dialogo del musicista australiano con Mick Harvey, ex membro dei Bad Seeds e dei Birthday Party.

I due si sono chiesti l'un l'altro quale fosse il ricordo preferito tra i molti della loro lunga frequentazione, Nick Cave ha risposto senza tentennare: "A questo posso rispondere.

Non è il momento migliore, ma è una testimonianza di molte cose della tua natura che ho apprezzato. Ero in prigione a New York. Ero stato preso e sono stato in prigione per un paio di giorni. Penso di essermi perso il concerto, perché ero in prigione. È corretto? Avevamo appena suonato in Islanda e arrivammo a New York. Venni scaricato dall'autobus, la polizia mi prese e mi mise in prigione per due giorni. Nessuno sapeva dove fossi perché alloggiavamo all'Iroquois Hotel, mi venne data da fare una telefonata e io dissi che volevo chiamare l'hotel Iroquois. Mi chiesero come si scrivesse e io non riuscivo a scriverlo.".

Continua il suo racconto il 64enne Cave: “Quindi, non feci la mia telefonata, non fui in grado di avvisare la band… era una parola difficile. Era una parola difficile da pronunciare. Soprattutto quando sei in una gabbia piena di altri venti reprobi. Comunque successe che nessuno sapeva dove fossi. E mi sono perso il concerto. Tu hai chiamato tutti gli ospedali e le stazioni di polizia, o qualunque cosa abbia fatto, è stato un periodo piuttosto cupo in prigione. Poi sei arrivato e avevi una stecca di sigarette. Te lo ricordi? Mi hai dato questa stecca di sigarette ed è stata la cosa più bella. Non dimenticherò mai che mi hai trovato e mi hai comprato una stecca di sigarette. Grazie."

Nick Cave ha poi continuato raccontando della preziosa lezione che imparò da quella esperienza di certo poco allera. "Avevo le sigarette, ed ero in una gabbia piena di persone, avevo questa stecca di sigarette sotto il braccio, qualcuno si avvicinò e mi disse, 'Posso avere un compagno di sigaretta?' E io, 'Sì, certo'. Un altro ragazzo mi si avvicinò, 'Non lo devi fare mai e poi mai. Non farlo mai'. Io gli dico, 'Fare cosa?', e lui, 'Devi vendere le sigarette'. Io chiedo, 'Perché?' 'Perché non riceverai mai rispetto, amico'. Quindi arrivò un'altra persona e io dissi, ‘Un dollaro’. E loro, ‘Ah, va bene’. Poi mi sono seduto lì a distribuire sigarette e prendere un dollaro a sigaretta. Ero come il re della gabbia. Quindi, grazie ancora.”

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