David Bowie, "Hunky Dory" ha 50 anni: la storia di "Life on Mars?" (3)

Ricorre il 17 dicembre il cinquantesimo anniversario della pubblicazione dell'album "Hunky Dory"; lo raccontiamo canzone per canzone
David Bowie, "Hunky Dory" ha 50 anni: la storia di "Life on Mars?" (3)

Mentre Rick ai Trident Studios suonava il piano Bechstein del 1898, Bolder e Woodmansey, pur ammirati dalla musica che secondo il batterista “era splendida, ma ci chiedevamo se non fosse troppo per il nostro pubblico”, ridacchiavano per il testo. In particolare i ragazzoni di Hull ghignarono sul passaggio riguardante Mickey Mouse e sul cavernicolo, preso a prestito dalla vecchia "Alley Oop", che gli Hollywood Argyles avevano portato al n. 1 negli USA nel 1960 (“Look at that caveman, go!”).

Troppo teso per ridere era invece Mick Ronson, che secondo la leggenda scrisse l’arrangiamento orchestrale direttamente in bagno, intimidito dai professionisti arruolati per l’evenienza. Stando a Suzanne Fussey, moglie di Ronson, “in realtà lo faceva anche a casa, perché era il posto più tranquillo”. Secondo Woodmansey, “quei musicisti della BBC erano molto dio, e davanti a una nota sbagliata si sarebbero rifiutati di suonare. Ma le partiture erano buone, per cui le presero e fecero il loro dovere”. Lo snobismo di cui erano tacciati è stato punito: sono rimasti fatalmente anonimi.

Ronson per contro completò l’opera suonando, oltre alla chitarra elettrica, anche il mellotron – malgrado la presenza dello specialista Wakeman – impostandolo per il suono del flauto dolce. La registrazione avvenne l’8 agosto 1971 e fu l’ultima traccia incisa per HUNKY DORY. Qualche mese prima, come ricordava Wakeman, Bowie aveva scritto e provato in demo brani intitolati "Moonage Daydream", "Hang On To Yourself" e uno intitolato "Ziggy Stardust".

Tra i nomi rilevanti cimentatisi con una cover in studio o dal vivo si possono citare Trent Reznor e Atticus Ross per la colonna sonora della serie "Watchmen", poi The Flaming Lips, Anggun, Seu Jorge, Frida Lyngstad degli ABBA (in svedese: "Liv På Mars?"), Michelle Branch, The Dresden Dolls, Momus, All About Eve, Seal, Meg Birch, Phish, Aurora, Robyn Hitchcock, Lorde e ovviamente Rick Wakeman e Mike Garson, con le loro versioni per solo piano. In Italia da segnalare L’Aura, Enrico Ruggeri nel live UN VIAGGIO INCREDIBILE e la versione in diretta TV di Martina Attili a X Factor 2018.

In realtà, in mezzo secolo non sono nemmeno molti, forse anche perché la primissima a provarci, la pur autorevole Barbra Streisand, fu beffardamente stroncata da Bowie in un’intervista a "Playboy" nel 1976: “Drammaticamente orrenda. Scusa Barb ma è atroce”. Forse una specie di amareggiato scherzo fu invece "Is There Life On Mars?" che Mick Ronson propose a lungo nei suoi concerti e della quale è stata pubblicata postuma una versione registrata in studio nel 1975: è una canzone di T­Bone Burnett e Roscoe West che casualmente si intitolava come il pezzo di quel suo amico che gli aveva appena dato il benservito.

Bowie fu relativamente parco nel proporre il brano in concerto; le versioni tratte dagli show del 1972, in particolare quella finita su LIVE SANTA MONICA ’72, pubblicato nel 2008, testimoniano una comprensibile difficoltà nel restituire il pathos creato dalla versione in studio. Infatti non venne eseguita nello show del 3 luglio 1973, quello immortalato da David Pennebaker in "Ziggy Stardust: The Motion Picture". E si tenga conto che era stato pubblicato come singolo la settimana precedente, con tanto di video promozionale girato da Mick Rock, con colori così saturi che Bowie trovò il tutto “strano ma molto pop art”.

Per l’Aladdin Sane Tour provarono a sistemare "Life On Mars?" in un medley con "Quicksand" e "Memory Of A Free Festival", però rimase fuori dal concerto registrato presso Filadelfia per il DAVID LIVE del 1974. Viene giusto accennata, in medley con "Five Years", in LIVE NASSAU COLISEUM ’76, pubblicato nel 2010. Ritorna in pompa magna (forse anche troppo magna) nel Serious Moonlight Tour del 1983: la versione arrangiata da Carlos Alomar tende al sovraccarico e l’interpretazione del cantante è accentuatamente drammatica.

Le cose vanno molto meglio con la versione scelta per aprire lo spettacolo televisivo VH1 Storytellers nel 1999: Bowie tiene la voce su un’ottava più bassa ma questo riduce solo in parte la difficoltà del brano: soltanto dopo aver superato le curve più pericolose si concede una nota lunga e piena a concludere il ritornello. Dietro di lui Mike Garson al piano prende su di sé tutta la musica, sostituendo persino i timpani col pianoforte: nel video si vede Bowie che lo guarda intensamente, poi lo ringrazia come se entrambi fossero finalmente riusciti a domare quel pezzo dopo venticinque anni. Da lì in poi, "Life On Mars?" non è mai mancata nelle grandi occasioni, come testimoniano il concerto al Glastonbury Festival 2000 e la performance con gli Arcade Fire per l’evento Fashion Rocks nel 2005.
In quello che sarebbe stato l’ultimo concerto ufficiale, al festival di Scheessel in Germania il 25 giugno 2004, fu il primo dei bis.

Il testo completo di questa scheda è pubblicato nel libro "David Bowie" di Paolo Madeddu, edito da Giunti, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. Il libro racconta tutte le canzoni pubblicate da David Bowie nella prima parte della sua carriera, dal 1964 al 1976: tutti i brani contenuti negli album, i singoli con i relativi lati B e gli inediti apparsi sui live e, in due apposite appendici, gli abbozzi di canzone, i provini, gli inediti pubblicati ufficialmente dopo la scomparsa dell'artista.


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