"Cherokee Nation", la storia di un numero uno di 50 anni fa

La versione di Paul Revere and the Raiders, e le altre
"Cherokee Nation", la storia di un numero uno di 50 anni fa

Quello di Paul Revere and the Raiders è un nome poco noto in Italia, benché fra il 1965 e il 1971 il gruppo, con Mark Lindsay alla voce, abbia piazzato undici canzoni nella Top 20 statunitense, fra le quali un paio addirittura in Top Ten ("Kicks" e "Good Thing"). Ma il loro primo, unico e solo grande successo è stato “Indian Reservation (The Lament of the Cherokee Reservation Indian)", che cinquant'anni fa andò per tre settimane in testa alle charts di "Billboard".

L'autore del brano è John D. Loudermilk, la cui firma è anche su canzoni come “Tobacco Road” e “Then You Can Tell Me Goodbye". La prima registrazione del brano è datata 1959, e fu pubblicata nel 1959 da Marin Rainwater con il titolo "The pale faced indian", passando del tutto inosservata.


Migliori risultati ottenne una seconda versione, registrata da Don Fardon - già dei Sorrows - con il titolo “Indian Reservation (The Lament of the Cherokee Reservation Indian)". che arrivò al numero 20 della Hot 100 di "Billboard" nel 1968 e al numero 3 della classifica dei singoli inglesi nel 1970.

Ma è la versione dei Raiders che è diventata quella di riferimento, grazie al successo commerciale del 1971 (ottenne il disco d'oro e il disco di platino, e parliamo di tempi in cui si contavano le copie vendute nei negozi, non gli streaming).

Quando proposero la canzone a Lindsay, lui ne fu intrigato; un po' perché aveva nelle vene del sangue Cherokee, un po' perché quell'anno i pellerossa erano un tema di moda (era uscito il libro "Seppellite il mio cuore a Wounded Knee").
Il produttore abituale della band (Jerry Fuller) non era disponibile, quindi della produzione si occupò in prima persona Lindsay, che con l'aiuto dell'arrangiatore Artie Butler (anche pianista e organista nel brano) reclutò alcuni membri della Wrecking Crew: Al Casey alla chitarra, Vic Feldman al vibrafono e al vibraslap, Carol Kaye al basso e Hal Blaine alla batteria.

Hal Blaine si presentò in studio con il suo nuovo kit, una batteria che oltre ai tre tom classici ne aveva altri sette sulla destra - che nella session tornarono utili.
La registrazione di base richiese non più di tre o quattro take. Alla fine, riascoltando il risultato, Lindsay disse a Butler: "Finisce troppo bruscamente. Ci vorrebbe una coda drammatica, come l'organo di 'Society's child' di Ianis Ian". Butler rispose: "Be', prendiamo quello; è roba mia, l'ho suonato io in quel disco!"

Vennero poi convocati dei coristi e degli archi, per i quali la partitura fu scritta da John D'Andrea.

Il singolo, accreditato ai Raiders, uscì il 10 aprile; cominciò una lenta salita nelle classifiche, e il 17 giugno andò al numero uno, aiutato anche dal fatto che Paul Revere, che quella primavera aveva intrapreso una traversata degli Stati Uniti in motocicletta, faceva tappa in ogni stazione radio per promuoverlo personalmente.

Rimasto, come già detto, l'unico grande successo dei Raiders, il brano è stato più volte ripreso negli anni seguenti:

nel 1979 dagli Orlando Riva Sound, un gruppo eurodisco tedesco (date un'occhiata al video)

e nel 1981 dalla punk band inglese 999

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