Bruce Springsteen e Little Steven spiegano le 5 regole del rock 'n' roll

Questa notte il Boss ha intervistato il suo amico e chitarrista per presentare l'autobiografia, appena uscita in America (e a ottobre in Italia). Abbiamo assistito al dialogo, in esclusiva per l'Europa: ecco cosa si sono detti i due "blood brothers"
Bruce Springsteen e Little Steven spiegano le 5 regole del rock 'n' roll

“Una lettera d’amore al rock, non solo per i fan della E Street Band, ma di tutto il rock. Sono felice e orgoglioso che questo libro esista e di essere tuo amico da 50 anni”. Alla fine dell’intervista, Bruce Springsteen quasi si commuove: il Boss, per una volta si mette da parte e il protagonista diventa l’Underboss o il “consigliere”, l’amico di una vita Little Steven. “Unrequited infatuations”, la sua autobiografia è appena uscita in America ed è in arrivo tra due settimane in Italia il titolo  "Memoir - La mia odissea fra rock e passioni non corrisposte" per il Castello, nella collana Chinaski Edizioni.

Springsteen si trasforma così in intervistatore: questa notte ha avuto luogo un livestream accessibile solo a chi comprava una copia del libro in anteprima - a cui abbiamo assistito anche noi: i due amici seduti di fronte ad un tavolo, con qualche libro e delle chitarre sullo sfondo. Little Steven a cavalcioni della sedia, Bruce più rilassato su una poltronicina. Alla fine non è stata una vera e propria intervista ma una chiacchiera tra amici che si conoscono da decenni. Come racconta Springsteen in apertura, “non avevamo un piano B, per noi il rock ’n’ roll era una questione di vita o di morte”.

Dalla E Street Band all’impegno politico

Little Steven scherza spesso, durante il libro e nella chiacchierata, di avere mandato a quel paese la sua vita mollando la E Street Band nei primi anni ’80 per darsi alla carriera solista e all’impegno politico, ma l’amico lo rassicura.
Racconta Van Zandt:

“Eravamo a Berlino durante il tour di ‘The river” e passiamo checkpoint Charlie, che separava la Germania ovest da quella est. Un ragazzo mi chiede: 'perché avete portato i missili nel nostro paese?'
Non capisco subito cosa vuol dire, ma non riesco a togliermi di dosso quella domanda. Inizio a leggere libri, a capire cosa il nostro governo faceva in giro per il mondo e mi viene voglia di sistemare le cose, perché non è questa l’America che conosco.
Così sono diventato una sorta di artista/giornalista che andava in giro per il mondo e poi raccontava storie con le canzoni”.

Springsteen racconta la sua versione: 

Sono i primi anni ’80, lavoriamo da 15 anni e siamo ancora al verde, ma stiamo iniziando ad avere successo. Tu inizi a darmi libri da leggere sui contras, sull’America latina. Lasci la band e sei passato da un disco solista come “Men without women” a “Voice of america”. 
È stata una scelta grande e coraggiosa, che ti ha fatto onore. Io ho fatto dischi concettuali, ma l'idea arrivava mentre scrivevo: se partivo da un concetto, non funzionava mai. Tu invece scrivi a partire da un’idea e la sviluppi ed è una cosa che ammiro molto.

Il più grande suggerimento della carriera di Springsteen

Una delle cose più belle di questa chiacchierata sono le espressioni dei due. Little Steven è un attore, ha recitato nei Soprano (modellando la relazione del suo personaggio Silvio Dante con il suo Boss Tony su quella con Springsteen), ma anche Bruce non scherza, come vedete nello screenshot qua sotto, quando racconta il miglior consiglio mai ricevuto.

Little Steven, che in quel periodo non è ancora nella E Street Band, va in studio dal suo amico che sta registrando “Born to run” e gli fa notare diplomaticamente che c’è un accordo in minore in uno dei passaggi centrali del brano. Springsteen racconta il suo stupore (è l’espressione che vedete nella foto) e corregge il brano, che è poi diventa la sua signature song.

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Le 5 regole del rock

Altro passaggio cruciale della chiacchierata è la riflessione su cosa significhi e che valore ha oggi il rock: “Ha la capacità di comunicare la sostanza. Va preservato, non per nostalgia ma per quello che è in grado di fare”, spiega Little Steven, raccontando di Teach Rock, la sua associazione per coinvolgere gli insegnanti nelle scuole a “piantare i semi che tengano la pianta del rock viva negli anni”, raccontandola agli studenti. “We’re oldies”, commenta ridendo Springsteen - ormai le radio passano come classic rock quello degli anni ’80, ma dove sono finite le radici degli anni ’50 e ’60?"

Centrale in questo racconto sono quindi le 5 regole e le 5 abilità fondamentali del rock, che Little Steven e Bruce discutono. Più sei bravo in queste 5 cose, più puoi controllare il tuo destino come artista.

  1. Suona la chitarra o uno strumento, ma studia per impararlo bene. Fare il frontman è un’alternativa, ma più complesso, perché bisogna essere attori.
  2. Metti in piedi una band di persone che condividono le tue visioni e passioni e impara ad arrangiare le canzoni. Studia i classici, cerca di capire cosa fanno gli strumenti, analizzali, scomponili, cerca di capire cosa dicono e perché.
  3. La performance: una cosa che molte band saltano, ed è un errore. Trovare un posto, un bar ed esibirsi per la gente. Un conto è  suonare in studio, un conto è farlo per la gente. Impara a creare una relazione con chi ti sta davanti. Come dice Bruce: “Suonare nei club: ti allena ad avere che fare con il pubblico per il resto della tua vita”.
  4. Scrivere canzoni e comporre che provino ad arrivare a quelle che hai studiato. Non ci sono regole, ma bisogna avere un obbiettivo: a chi parla e cosa dice la canzone? Vuole far ballare o piangere?
  5. Lo studio di registrazione : “Noi ci abbiamo messo molti album a capirlo”, scherza Bruce., ma creare il suono e registrare è fondamentale, così come lo è collaborare. Fare tutto da soli di solito produce risultati mediocri.
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