Le dieci canzoni preferite da Eva Poles scelte e commentate da lei

Oggi la musicista di Pordenone compie gli anni
Le dieci canzoni preferite da Eva Poles scelte e commentate da lei

E' opinione piuttosto comune che la vera consacrazione non sia suggellata dai crismi convenzionali del successo, quando piuttosto dalla parodia e l'imitazione: nel caso di Eva Poles, che pure come frontwoman dei Prozac+ negli anni Novanta calcò il palco nientemeno che degli U2, oltre a far diventare mainstream cio che (poco) prima era "alt" - allora lo si chiamava così - in termini pop(ular) vale forse più l'imitazione di Marina Massironi a "Mai dire gol" (ricordate la punk coi capelli rosa che irrompeva in studio ripedendo ossessivamente "acido acida"?) che i traguardi tagliati insieme a Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio.

Eppure sarebbe ingiusto ingabbiare l'artista pordenonese esclusivamente negli otto anni - e nei cinque album - della band di "Pastiglie": negli anni la Poles ha collaborato con Teho Teardo (nei Pimps) e con il collettivo Rezophonic, fino a intraprendere la carriera solista sia come cantante (a partire dal 2012, con l'album "Duramadre") che come DJ. E proprio contando sulla sua passione per i dischi da ascoltare e far ascoltare tre anni fa chiedemmo a Eva, in occasione del suo compleanno che cade nella giornata di oggi, di regalarci - e regalarsi - la playlist ragionata (e commentata in prima persona) dei brani che maggiormente l'abbiano influenzata nel corso della sua carriera. Lei accettò, e ci restituì una manciata di gemme che spaziano dalla new wave della west coast anni Ottanta ai super classici del soul jazz, passando per la folktronica che viene da freddo, il punk e il pop più raffinato. Una sequenza unica e indefinibile, esattamente come lei.

METRIC - "CALCULATION THEME" (da "Old WorldUnderground, Where Are You Now?")

"Un brano intimo, praticamente ridotto all’osso. La linea melodica di un synth, freddo, si intreccia con la voce emotiva e rassegnata, che solo in pochi momenti trova l’accompagnamento della mano sinistra. Quando hai detto tutto, quando più niente resta da dire."

NINA SIMONE - "FEELIN’GOOD" (da "I Put a Spell on You", 1965)

"Il brano parte a voce sola, un riverbero corto e quanto basta per enfatizzare la voce grave e burrosa di Nina Simone aka Eunice Kathleen Waymon. Andate a leggervi qualcosa sulla vita di questa sfortunata quanto talentuosa artista, oppure vedetevi il bel documentario di Liz Garbus - What Happened, Miss Simone? E avrete un idea di come un talento così grande, alle volte sia una forza ingestibile da una sola persona. In questo brano riconosco la forza e la malinconia che a volte si mescolano al mio sangue."

AGNES OBEL - "RIVERSIDE" (da "Philharmonics")

"Ascolto e immagino piccole navi affollate da bambini pirata, che partono rincorrendo un avventura. Il suono del vento tra le foglie degli alberi, sono sola, un temporale in arrivo cammino a piedi nudi. Sempre la musica mi regala delle immagini e delle storie."

MUM - "GREEN GRASS OF TUNNEL" (da "Finally We Are No One")

"A questo brano sono particolarmente affezionata, mi accompagna da anni da quando acquistai una copia dell’album nel 2003. Da quel momento e in seguito per molti anni mi sono addormentata ogni sera ascoltandolo, ero diventato un ascolto curativo. Ancora oggi ha il potere di trasportarmi in un luogo onirico dove poter lasciare andare ogni pensiero negativo…"

STRANGLERS - "GOLDEN BROWN" (da "La Folie")

""Golden Brown", wow che pezzo! Ho avuto il piacere di ascoltarne una versione live di Skye Edwards nel 2011 in un improbabile venue Pordenonese, fantastica! Solo in seguito l’ho ascoltata nell’esecuzione dal vivo degli Stranglers, band di cui amo numerosi altri singoli."

https://www.youtube.com/watch?v=AWAsI3U2EaE

CURE - "PLAINSONG" (da "Disintegration")

"Un album fantastico, ma questo pezzo in particolare è parte della mia vita, mi ricorda un primo amore e una prima delusione. Malinconia e felicità assieme, il senso di meraviglia, il profumo di qualcosa di fresco, nuovo ancora da scartare..."

https://www.youtube.com/watch?v=vb59lMEtHL4

WALL OF WOODOO - "MEXICAN RADIO" (da "Call of the west")

"New wave c’è poco da fare, mi piace ballare e dondolarmi al ritmo di questo brano, trovo che la wave anni ’80 fosse molto creativa, divertente e stravagante, il fatto che poi fosse per lo più pop ne ha sottovalutato la portata. Hola!"

https://www.youtube.com/watch?v=eyCEexG9xjw

KATE BUSH - "BABOOSHKA" (da "Never for ever")

"Una pietra miliare per molte cantanti che conosco, l’istrionica personalità di Kate B. si impone in questo brano. Ho scelto "Babooshka" ma ne avrei potuti scegliere con facilità molti altri, amo l’uso che fa della voce, melodie apparentemente semplici, sottolineate da strumenti classici antichi, attitudine non così comune nella musica moderna."

https://www.youtube.com/watch?v=6xckBwPdo1c

MILES DAVIES - "IT NEVER ENTERED IN MY MIND" (da "MILES DAVIS, VOL.3'", Blue Note Records - qui nella versione del 1954 con Horace Silver al piano, Percy Heath al basso e Art Blakey alla batteria)

"Cosa vuoi dire questo quartetto di capi supremi? La musica che non ha bisogno di iperboli per essere meravigliosa: malinconia che si fa miele."

https://www.youtube.com/watch?v=scZe5nnlJx4

TORI AMOS - "BAKER BAKER" (da "Under the pink")

"Ho amato molto Tori Amos, credo di aver consumato il cd di questo album di cui "Baker Baker" è uno dei miei brani preferiti, dolcezza e disperazione si concentrano nelle note nascoste tra i silenzi e pause, tra sospiri e voce."

https://www.youtube.com/watch?v=XcBBalxGMDU

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