Brian May: "Freddie era come un metronomo, ma un metronomo con un sacco di palle"
In una intervista rilasciata a Rick Beato il chitarrista dei Queen Brian May ha dichiarato che la voce del compagno di band, l'indimenticabile Freddie Mercury era fuori controllo quando iniziarono a lavorare alle loro prime demo.
Fu Mercury stesso a rendersi conto che avrebbe dovuto raffinare il suo metodo se voleva ottenere qualche risultato. Ha raccontato May: "È un uomo che si è fatto da sé. Quando siamo entrati per la prima volta in studio e ha cantato con noi dal vivo, provavamo e scrivevamo. Devo dire che era piuttosto fuori controllo. Anche lui lo sapeva. Correva in giro urlando, mettendosi in posa e tutte quelle cose lì, ma la voce era dappertutto".
Ha continuato ancora il musicista inglese: “Entrò e buttammo giù quattro pezzi, Freddie disse, 'Non ce l'ho, così non è buono abbastanza. Non voglio suonare così.' Ha riprovato ancora e ancora e ancora e ci ha lavorato, si è ascoltato e si è modellato in quel cantante".
Questo senso di autocontrollo di Freddie Mercury, spiega ancora May, significò che, quando i Queen registrarono "Bohemian Rhapsody" nel 1975, lui fosse "fenomenale". "Probabilmente hai ascoltato la base musicale da sola ed è immacolata, vero? Non c'è nessun clic. Freddie era come un metronomo, ma un metronomo con un sacco di palle. Il modo in cui Freddie toccava quel pianoforte. Era incredibile."
Parlando invece dell'album del 1976 "A Day at the Races", May ha osservato: "Se ascolti una canzone chiamata "You Take My Breath Away", lui fa un'introduzione in cui è tutto multitraccia. E in tutte le fasi, è così preciso, così in sintonia. È incredibile. Questo non è un effetto, non c'è alcun effetto lì. Lo ascolti, ed è tutto delicatamente in fase con se stesso, tutte le parti separate. È bellissimo. Non ho mai sentito nessuno farlo con quel grado di perfezione".