Non solo bonus: cosa fa SIAE per i giovani, e perché

'Crediamo davvero che le nuove generazioni siano il futuro: investire su di loro è un costo girato in investimento'

C'è il rischio che la generazione di autori che si sta affacciando sul panorama musicale nell'epoca dello streaming sia condannata a un futuro da one hit wonder, a prescindere dall'effettivo talento dei singoli? “Oggi il successo è più effimero a causa della maggiore volatilità del mercato, influenzato da hype pazzeschi”, spiega Nicola Migliardi, Direttore dell'Ufficio Utilizzazioni e Ripartizione - Divisione Musica di SIAE: “Il ciclo vitale delle opere si è drasticamente ridotto, gli evergreen sono sempre più rari e l’all you can eat rappresentato dalle library online amplia esponenzialmente le opzioni dei fruitori”.

Il razionale del Bonus Giovani che SIAE eroga da quattro anni a questa parte è proprio questo: dare un credito di tempo ai giovani creativi per gettare le fondamenta di un repertorio sul quale costruire la propria carriera: “Noi non vogliamo per i giovani autori un futuro da meteore”, precisa Migliardi, “Azzeccare due o tre brani ormai non basta più, è indispensabile assicurare continuità. Soprattutto in un periodo in cui i proventi dal live si sono praticamente azzerati. Il nostro, tuttavia, è un progetto di ampio respiro, non a caso varato in epoca pre-Covid: lo scopo è quello di assicurare continuità in un’epoca di discontinuità”.

Perché un repertorio, visto in prospettiva, non è un asset di una collecting – tantomeno di SIAE, che non essendo una società commerciale non è vincolata dagli utili – ma un vero e proprio patrimonio culturale nazionale. Ecco perché la Società Italiana degli Autori ed Editori ha sempre cercato di tenere aperti più fronti sul versante della valorizzazione dei giovani talenti. “Crediamo davvero che i giovani siano il futuro. SIAE da anni finanzia manifestazioni dedicate anche ad artisti emergenti come il Premio De André, il Premio Tenco e Genova per Voi, che hanno rappresentato il trampolino di lancio per tantissimi artisti poi diventati protagonisti del panorama musicale italiano”.

Le attività di supporto costano – solo il Bonus Giovani erogato nel 2020 ha inciso sul bilancio della collecting per 2,5 milioni di euro – ma per i vertici di SIAE sono soldi spesi molto bene. “Il supporto ai giovani lo consideriamo un costo girato in investimento: lo scopo è guardare al futuro senza perdere di vista il presente”, conclude Migliardi: “Lo spirito non è assistenziale, ma di consolidamento, e in questa chiave una delle dimostrazioni di efficacia più lampanti le abbiamo avuto in occasione della campagna, attivata nella primavera del 2020, #iorestoacasa: i kit audio-video che SIAE aveva messo a disposizione dei creator under 30 sono stati esauriti in due ore. Questa, per noi, è stata una grande fonte di soddisfazione: abbiamo preferito di gran lunga spendere un milione di euro per dare ai giovani degli strumenti con i quali creare e, di conseguenza, far procedere la propria carriera, piuttosto che corrispondere loro direttamente del denaro”.

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