Steve Hackett: "Il mio primo concerto con i Genesis fu un disastro"

Tanto da far credere al chitarrista inglese che l'avrebbero cacciato seduta stante
Steve Hackett: "Il mio primo concerto con i Genesis fu un disastro"

Il chitarrista Steve Hackett ha ricordato ai taccuini del magazine Guitar World la sua prima esperienza in concerto con i Genesis e l'ha definita un "disastro", tanto da pensare che il suo futuro con la band inglese fosse molto a rischio.

Lo spettacolo a cui fa riferimento Hackett ebbe luogo nel gennaio 1971, dopo che l'allora ventunenne musicista londinese aveva pubblicato un annuncio su un giornale musicale esprimendo il desiderio di voler lavorare insieme a "musicisti ricettivi, determinati a spingersi oltre le forme musicali stagnanti esistenti".



Questo il ricordo di Steve Hackett: "Fu un completo disastro. Fondamentalmente avevo una nuova fuzz box e il feed back per tutta la sera mi fece dimenticare ogni singola nota che dovevo ricordarmi di suonare." Come non bastasse, a peggiorare le cose pensò anche Phil Collins, “Phil era ubriaco e si perse per strada molte parti di batteria, quindi lo spettacolo fu un disastro. Ci fu una grossa lite dopo il concerto e pensai che mi avrebbero licenziato, ma non lo fecero. Fu sicuramente un battesimo del fuoco".

Il giovane Hackett agli esordi si rese immediatamente conto che spesso l'alcol aveva un effetto positivo sui suoi concerti. "Le prime volte che ho suonato dal vivo ero un dilettante semi-professionista e ho scoperto che in genere qualunque cosa avessi suonato sarebbe stata un fiasco fino a quando il pubblico non fosse completamente ubriaco. Poi avrebbero adorato tutto quello che avrei suonato tutta la sera!".

Chiestogli di rivelare il nome del suo 'guitar-hero' Hackett confessa: "Hank Marvin mi ha spinto a prendere in mano la chitarra. Sono stato completamente influenzato dall'ascolto delle parti di chitarra che suonavano gli Shadows." Il merito di avergli messo in mano la prima chitarra va ascritto al padre: "Mio padre sapeva suonare la chitarra, suonava dei brani country e ne fischiettava le melodie. Nel 1958 mi riportò dal Canada una chitarra. Era una chitarra così grande che non riuscivo neppure a metterci su le mani. Era brutale con delle corde davvero pesanti, ci iniziai a lottare dall'età di 12 anni. Poi quando ho compiuto 15 anni, mi comprò una chitarra elettrica e un amplificatore."

Il prossimo 10 settembre Steve Hackett pubblicherà il nuovo album "Surrender of Silence". Uno dei due progetti da lui registrati in studio di registrazione durante il lockdown, il disco viene descritto come "un'ulteriore esplorazione dell'amore di Hackett per la world music, scoprendo nuovi suoni, stati d'animo e trame per un album rock di straordinaria varietà, potenza e bellezza.” Lui lo definisce un "album senza esclusione di colpi, che cavalca l'onda, scatenando demoni, sogni e incubi, che si schiantano tutti insieme sulla riva".

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