Vasco Rossi: "Le somiglianze con i Judas Priest? Vero: prendemmo il loro riff"

Per anni se ne è discusso, tra i seguaci dei Judast Priest: troppe somiglianze tra il riff di "Dimentichiamoci questa città" di Vasco e "Living after midnight" della band heavy metal britannica. Il fonico del rocker rivela come andarono le cose...
Vasco Rossi: "Le somiglianze con i Judas Priest? Vero: prendemmo il loro riff"
Credits: Angelo Deligio

Per anni se ne è discusso, tra i seguaci dei Judast Priest: troppe somiglianze tra il riff di "Dimentichiamoci questa città" di Vasco, da "Siamo solo noi" del 1981, e "Living after midnight", brano che la band heavy metal britannica incluse nell'album "British steel", uscito l'anno prima. A chiudere la disputa è ora il fonico che lavorò con il rocker di Zocca a "Siamo solo noi": "La citazione dei Judast Priest? Fu voluta.

Riprendemmo il riff e lo utilizzammo in 'Dimentichiamoci questa città'. Veniva giù il mondo quando lo facevamo dal vivo - ha detto Maurizio Biancani a margine della presentazione del cofanetto per il quarantennale di "Siamo solo noi" - all'epoca ci sentivamo dei pivellini, facendo rock in Italia mentre ascoltavamo Judas Priest, Led Zeppelin, Rolling Stones, che piacevano molto a Vasco. Massimo Riva era un fan dei Sex Pistols. Provavamo timore quando cercavamo di rifare quelle cose. All'epoca chi cantava rock in Italia faceva cose ridicole: il suono della parrocchia, la messa beat. Vasco riuscì ad essere credibile: le sue erano parole urlate al pubblico, come succedeva con i grandi del rock".

"Siamo solo noi", che tornerà nei negozi il prossimo 18 giugno in vari formati (cd, vinile, cofanetto, con gadget e libro fotografico), fu nel 1981 l'album della vera svolta rock di Rossi, dopo gli esordi da cantautore di "Ma cosa vuoi che sia una canzone" e "Non siamo mica gli americani" e "Colpa d'Alfredo". Biancani, che cominciò a lavorare in studio con Vasco proprio quell'anno, ne è convinto: "Questo disco è una pietra miliare. Rappresenta un cambiamento epocale: da qui Vasco fa rock. In 'Colpa d'Alfredo' già si cominciava a intravedere un cambiamento. Basso, batteria, chitarre, poche tastiere: qui i pezzi lasciano davvero poco spazio all'immaginazione pop".

La canzone che diede il titolo all'album è diventata un inno generazionale.

Oggi continua ad essere immancabile nelle scalette dei concerti del rocker. Ora è stato realizzato anche un videoclip animato, nell'ambito delle celebrazioni del quarantennale dell'album. Realizzato dallo stesso team che in questi anni ha curato i video di "Jenny è pazza" e "Anima fragile" (disegni e scenografie sono di Rosanna Mezzanotte, la regia di Arturo Bertusi), uscirà il 24 giugno: protagonista proprio il popolo di "Siamo solo noi", capitanato da Vasco."Quello era proprio il nostro modo di vivere. Andavamo al letto veramente alle 5 di mattina. A Bologna si viveva di notte, specialmente per quelli che frequentavano il mondo musicale. Vasco arrivava alle 2 di notte con i suoi fogli con sopra appuntati i testi, le matite. In studio c'erano tutti i musicisti: ognuno diceva la sua", ricorda Biancani. Celebre il riff di Claudio "il Gallo" Golinelli, reclutato ad un concerto di Gianna Nannini al Picchio Rosso di Formigine di Modena: "Il giro di basso nacque però in studio, alla Fonoprint di Bologna. Se lo inventò dal nulla. Vasco partecipava attivamente agli arrangiamenti, lanciava idee sulle melodie, i soli di chitarra che poi Solieri metteva in pratica. E poi Massimo Riva, che in quel periodo cominciò a diventare per Vasco una presenza imprescindibile. Era già molto punk per quel periodo. in questo disco si sente in pezzi come 'Ieri ho sgozzato mio figlio', che la casa discografica non ci passò: fummo costretti a mettere un acronimo sul retrocopertina. Oggi fa ridere. Invece i contenuti di 'Valium' restano ancora tabu".

"Siamo solo noi" chiude la serie Rplay di Sony, inaugurata nel 2018 per il quarantennale di "Ma cosa vuoi che sia una canzone" e portata avanti con le riedizioni di "Non siamo mica gli americani" e "Colpa d'Alfredo": "Noi abbiamo i dischi Targa della discografia di Vasco. Questo è l'ultimo appuntamento", dice Stefano Patara di Sony. Il 2022 sarà l'anno del quarantennale di "Vado al Massimo" e al momento non è dato sapere come verrà celebrato.

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