L'utilità della sofferenza per Nick Cave
Nick Cave possiede un canale diretto e privilegiato con i suoi fan, si chiama The Red Hand Files. In quel luogo gli si possono porre delle domande di qualsiasi natura: per soddisfare curiosità personali oppure per chiedere un parere, un consiglio o una opinione su un dato argomento.
L'ultimo scambio epistolare pubblicato su The Red Hand Files dal cantautore australiano è intercorso con tale Peter, dal Canada, che ha domandato al musicista in quale modo percepisca l'utilità della sofferenza e quale sia il valore della sofferenza per noi come individui mentre attraversiamo la nostra vita portandoci dietro la sofferenza, come un peso che intorpidisce la mente e schiaccia l'anima.
Il 63enne Nick ha risposto a Peter formulando la sua considerazione sul tema in maniera molto chiara: "Cosa fare con la sofferenza? Per come la vedo io, abbiamo due scelte: o trasformiamo la nostra sofferenza in qualcos'altro, oppure ci aggrappiamo a lei e la trasmettiamo. Per trasformare il nostro dolore, dobbiamo riconoscere che tutte le persone soffrono. Comprendendo che la sofferenza è la forza unificante universale, possiamo vedere le persone in modo più compassionevole, e questo, in qualche modo, ci aiuta a perdonare il mondo e noi stessi. Agendo in maniera compassionevole, riduciamo la sofferenza del mondo e riabilitiamo il mondo. È un atto alchemico che trasforma il dolore in bellezza. Questa è una buona cosa. Ciò è bellissimo. Non trasformare la nostra sofferenza e trasmettere il nostro dolore agli altri, sotto forma di abuso, tortura, odio, misantropia, cinismo, biasimo e vittimismo, aggrava la sofferenza del mondo. La maggior parte dei peccati è semplicemente la sofferenza di una persona trasmessa a un'altra. Questa non è una buona cosa. Ciò non è bello. L'utilità della sofferenza, quindi, è l'opportunità che ci offre di diventare esseri umani migliori. È il motore della nostra redenzione."