Fedez, la polemica al Primo Maggio: critiche da Pierpaolo Bombardieri (UIL) e un murales a Roma
Fino a oggi, martedì 4 maggio, i sindacati unitari che patrocinano il Concerto del Primo Maggio avevano osservato la linea del “no comment” il merito all’intervento di Fedez - e soprattutto, alle polemiche che ne erano scaturite - all’edizione 2021 dell’evento musicale tenutosi domenica scorsa all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nelle ultime ore, tuttavia, a infrangere il silenzio dei sindacati ha pensato il segretario nazionale della UIL Bombardieri. A margine della presentazione della proposta di riforma del sistema previdenziale, il successore di Carmelo Barbagallo ha commentato:
“Siamo stanchi che qualcuno utilizzi gli spazi del sindacato per fare altre battaglie. Noi abbiamo messo i riflettori su una situazione che riguarda Amazon, che è la stessa [azienda] che sponsorizza Fedez. Di tutto si è parlato tranne che di lavoro”
Nel frattempo, riferisce l’agenzia ANSA, l’eurodeputato in quota M5S Dino Giarrusso ha presentato un’interrogazione al parlamento europeo riguardante il “diritto alla libertà di espressione artistica”. La RAI, dal canto suo, smentisce con forza di aver voluto censurare il discorso del rapper milanese sul ddl Zan: di dichiarazioni "gravi e infamanti parimenti a quanto sono infondate" parla il direttore di Rai3 Franco Di Mare, che domani, mercoledì 5 maggio, sarà sentito dalla commissione di vigilanza del servizio pubblico. Secondo il dirigente della TV di stato i tagli operati dall’artista alla registrazione della telefonata (poi comunque affiorata su Web in versione integrale) sulla famosa telefonata intercorsa tra lo stesso Fedez, il capo autore Massimo Cinque, il numero uno di iCompany Massimo Bonelli e la vice direttrice di Rai 3 Ilaria Capitani “alterano oggettivamente il senso di quanto detto dalla vicedirettrice che nel colloquio esclude fermamente, ben due volte, ogni intenzione censoria e che alla domanda esplicita dell'artista se può esprimere considerazioni che lei reputa inopportune ma lui opportune lei risponde con un netto 'assolutamente'”.
La rappresentazione del dirigente Rai non pare essere stata accolta dall’opinione pubblica: la scorsa notte in via Pogdora, a Roma, nelle immediate vicinanze della sede centrale della network di stato, lo street artist Harry Greb ha rappresentato in un murales intitolato “Non è la Rai” il rapper lombardo in sella al cavallo che - sotto forma di statua realizzata dallo scultore Francesco Messina - caratterizzata l’ingresso principale dell’azienda in viale Mazzini.