Sanremo 2021: squadra che perde non si cambia

La seconda serata è stata ancora più lunga della prima, e con lo stesso schema che ieri ha segnato un calo degli ascolti. E le canzoni? Il commento
Sanremo 2021: squadra che perde non si cambia

Il primo big arriva dopo 45 minuti, l’Orietta Berti nazionale, poi Bugo. Ma il ritmo iniziale della seconda serata del Festival di Sanremo 2021 si perde subito per strada: quando si arriva a mezzanotte ne mancano ancora 7 su 13, e si finisce anche più tardi di ieri, dopo l'1 e 40.

È sempre lo stesso brodo allungato: squadra che perde non si cambia, se non per l’assenza di Ibrahimovic (di cui non si sente la mancanza).

Ovvero un mischione di gag e ospiti senza un vero racconto o un filo conduttore: Fiorello che inizia imitando Achille Lauro, poi fa il mashup tra “Bohemian rhapsody” e “La solitudine” per presentare Laura Pausini, imita Vasco Rossi, e così via.
Achille Lauro fa Mina (sarebbe stato più divertente avesse fatto Fiorello, per rendergli il favore) e si conferma poco memorabile. Brava invece Laura Pausini, emozionata e divertente anche improvvisando (avrebbero dovuto chiamare lei tutte le serate, altro che Ibra o Lauro) e notevole Elodie nel medley con un mashup tra classici internazionali e canzoni, forse la cosa più bella e moderna della serata. Ma, per contrappasso, c’è subito dopo un medley iper classico con Gigliola Cinquetti, Fausto Leali e Marcella Bella, giusto per ricordarci che siamo sempre a Sanremo.

Le pagelle dei Big

Una classifica parziale di serata un po' più equilbrata ma sempre molto classica; per la giuria demoscopica va in testa Ermal Meta.
Promossi, per noi, Malika Ayane, La Rappresentante di Lista, Willie Peyote, Fulminacci, Extraliscio e Davide Toffolo. Ecco come sono andate le singole esibizioni

Orietta Berti - "Quando ti sei innamorato"
Finche l’Orietta va, lasciala andare: canzone iperclassica, dagli stessi autori di “Grande amore”.  Sembra di tornare indietro nel tempo. Impeccabile, nel suo genere.

Bugo - "E invece sì"
Per un attimo si perde sul palco, ma sta solo cercando l’asta del microfono - nessun deja vu. La canzone è molto più classica di “Sincero”, cita “Il mio canto libero” di Battisti. Nulla di travolgente, ma gli permette di divertirsi e di riprendersi il palco, meritatamente. Non va molto bene: si ritrova in fondo alla classifica (in contemporanea e per sfregio, Morgan pubblica la versione rivisitata di “Sincero”).

Gaia - "Cuore amaro"
Un pezzo tra influenze sudamericane alla Rosalia e pop-tormentone. Performance non memorabile ma funzionerà dopo il Festival.

Lo Stato Sociale - "Combat pop"
La canzone apre citando i Clash, suona come un pezzo di Bennato e continua con un sacco di riferimenti, da Bugo e Morgan in giù. Ma è più performance che canzone, con un trasformista che ruba la scena (anche se la regia lo perde più di una volta). Lodo volutamente assente e nascosto in uno scatolone, per lasciare spazio ai compagni.

La Rappresentante di Lista - "Amare"
Canzone con cambi di tempo: si apre in un bel ritornello, si presta bene al palco e alla TV. Per un attimo sembra l’Eurovision, nei suoi momenti migliori. Potevano essere la sorpresa, ma sono a metà classifica. 

Malika Ayane - "Ti piaci così"
Canzone di gran classe, bella ritmata e interpretazione ottima. Sarà perfetta per le radio e merita un posto alto in classifica.

Extraliscio e Davide Toffolo - "Bianca luce nera"
Tra Calexico, klezmer, liscio e punk: un pezzo che forse a Sanremo non andrà da nessuna parte, ma è davvero bello.

Ermal Meta - "Un milione di cose da dirti"
Una performance semplice, una canzone d’amore essenziale e cantata con emozione: senza infamia e senza lode, premiata dalla giuria demoscopica. 

Random - "Torno a te"
Il rapper con la canzone d’amore: una delle più deboli del Festival, già sentita.

Fulminacci - "Santa Marinella"
Una canzone da manuale, nella sua semplicità: bella melodia, bell’arangiamento con l’uso dell’orchestra, interpretazione pulita. Bravo.

Willie Peyote - "Mai dire mai (La locura)"
Riff alla U2 (il giro ricorda “Summer of love”), un gran testo (l’unico davvero contemporaneo) e un bel ritornello. Ricorda Daniele Silvestri, anche nella  sicurezza dell’interpretazione: perfetta per il premio della critica.

Gio Evan - "Arnica"
Si fa notare più per i pantaloni corti colorati che per la canzone.

Irama - "La genesi del tuo colore" 
Chissà se, alla fine, verrà penalizzato dal passaggio con una performance registrata durante le prove - per le note vicende di contagio di un suo collaboratore. Sinceramente non si vede la differenza dalle altre, tanto che è in testa alla classifica di serata. La canzone è bella movimentata, pop contemporaneo: si sente la firma di Dardust. 

Le pagelle dei Giovani

Questa sera il gruppo era più forte, ma il verdetto è apparso abbastanza ovvio: sono passati i due giovani meno giovani, quelli con più esperienza, e le canzoni più forti Wrongonyou e Davide Shorty. Spiace per Greta Zuccoli, che forse nel gruppo di ieri sera avrebbe avuto più chance.
Questi voti sono quelli della redazione ai giovani. Questa sera la sala stampa si esprimeva con voti da 5 a 10, con un voto per testata, che vale 1/3 del totale. I voti sono stati espressi da Gianni Sibilla e Claudio Cabona (e abbiamo deciso di non dare insufficienze, visto che di giovani si tratta)

Wrongonyou - "Lezioni di volo” - 9
Un giovane che giovane non è, nel senso che ha già esperienza e talento. Calca il palco con sicurezza, e ha forse la canzone migliore del gruppo.

Greta Zuccoli - "Ogni cosa sa di te”: 7
Produzione di Rodrigo D’erasmo e Tommaso Colliva, come Folcast e Diodato (di cui era corista). Bella voce, deve forse ancora crescere un po’ nella scrittura. Ma che ha una carriera davanti.

Davide Shorty - "Regina": 9
Altro “giovane” con esperienza, e si sente: Davide Shorty, tra canzone italiana e sound internazionale #Sanremo2021

Dellai - "Io sono Luca”: 6
La gag finale con il vocale è un po’ cringe, come si dice oggi. E la canzone scivola via leggera.

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