Sanremo 2021, Max Gazzé: “Il farmacista, uno scienziato pazzo alla Frankenstein Jr.”

Il musicista racconta la collaborazione con la Trifluoperazina Monstery Band e porta anche i CSI, nella serata delle cover: “Una parte importante della musica italiana”. L'intervista
Sanremo 2021, Max Gazzé: “Il farmacista, uno scienziato pazzo alla Frankenstein Jr.”

Non può e non vuole rivelare molto, Max Gazzé: stasera salirà sul palco del  Festival. con un “gruppo” dal nome impronunciabile (Trifluoperazina Monstery Band) e una canzone che promette sorprese: “Il Farmacista” è  stata scritta con il fratello Francesco e con Francesco De Benedittis ed è una  favola strampalata, una sorta di alchimista magico e allo stesso tempo matto, tra “Frankenstein junior”. Segna un ritorno al pop, dopo “La Leggenda di Cristalda e Pizzomunno” con cui partecipò a Sanremo nel 2018.

“Il farmacista” è un po’ uno scienziato pazzo, - non è una persona che sta dietro il banco della farmacia. È un personaggio sopra le righe, ma non quelle del pentagramma”, dice ridendo. “È una canzone dall’andamento vivace, che ha un’ironia. Di certo non è una ballad, questo è certo. Ma ha tante piccole sorprese quando salirò sul palco si capiranno più cose. La band è un nome leggermente posticcio, credo si intuisca…”

Mistero anche sul progetto discografico,previsto per aprile: “Ho appena finito di registrarlo, per il momento non posso ancora anticipare molto.. Ma è un progetto interessante: l’ultimo sanremo l’ho fatto con una canzone che si discostava dal mondo pop, legata ad un concept album che raccontava altre cose. Questo invece sarà un disco di canzoni, con un discorso di collaborazioni e provenienze diverse dei brani, sia a livello di produzione che di autori e compositori. Ora posso dire che sono molto contento è che mi ha dato un grande stimolo: faccio musica da qualche anno ormai, e mi interessa fare le cose non per uscire per forza o scalare la classifiche, ma per amore e per passione”

L’unica cosa su cui non c’è mistero, non del tutto almeno è la cover del giovedì: “Del mondo” dei CSI, di Giovanni Lindo Ferretti: “È una band a cui sono molto legato, ho collaborato da tempo con Francesco Magnelli e Ginevra di Marco e poi con le loro incarnazioni successive. Ero con loro la sera in cui discussero il nome di quelli che sarebbero diventati i PGR… I CSI mi hanno aiutato a ritrovare l’identità della musica italiana, quando sono rientrato nel nostro paese dall’estero. Hanno fatto del mio percorso, sia culturalmente che artisticamente. A Sanremo negli ultimi anni si sono giustamente celebrati tanti autori, ma io volevo presentare un’identità forte come la loro, che per la mia generazione è stata importante. E ho pensato subito a “Del mondo”, più che alla più famosa “Forma e sostanza”. Quando ne ho parlato con loro sono stati sorpresi: secondo me rappresenta la loro poetica” 

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