Soundgarden, la band risponde alla accuse della vedova di Chris Cornell

Kim Thayil, Matt Cameron e Hunter Shepherd: ‘Fiduciosi che in tribunale emerga la verità: non vediamo l’ora di completare l’ultimo disco’
Soundgarden, la band risponde alla accuse della vedova di Chris Cornell

Gli elementi superstiti della band rimasta orfana nel 2017 del proprio frontman hanno risposto alle accuse rivolte loro dalla vedova di Chris Cornell, che la scorsa settimana aveva fatto sapere di essersi rivolta al tribunale per ottenere una stima affidabile e super partes degli asset dei Soundgarden, oggi contesi - appunto - dagli ex colleghi della voce di “Black Hole Sun” Kim Thayil, Matt Cameron e Hunter Shepherd, e dalla donna - Vicky Karayiannis - che l’artista sposò nel 2004.

“L’affermazione del gruppo sul fatto che non si tratti di una questione di soldi è ipocrita”, spiegò in una nota consegnata a Pitchfork il legale della Cornell Marty Singer: “Ovviamente si tratta di soldi, e della loro avidità. Hanno ricevuto un'offerta da parte di terzi per acquistare solo una parte dei loro interessi nel gruppo per 16 milioni di dollari, e successivamente si sono offerti di riscattare quelli di Chris per soli 278.000 dollari. Vicky ha offerto loro 21 milioni di dollari per riscattare i loro: li hanno rifiutati non per preservare quello che loro definiscono ‘il lavoro di una vita’, ma perché sanno che in futuro potranno guadagnare ancora di più dall’eredità che Chris ha lasciato”.

“L’offerta di acquisizione presentata dagli eredi di Cornell è stata grossolanamente definita e siamo fiduciosi che in tribunale verrà fatta chiarezza”, hanno fatto sapere i Soundgarden: “Tutte le proposte di rilevare i nostri interessi nel gruppo non sono state richieste da noi, e sono state respinte senza appello. Per oltre un anno i canali ufficiali social dei Soundgarden sono stati ‘dirottati’, cosa che ha tratto in inganno e confuso i nostri fan. Siamo una band dello stato di Washington dal 1984, e siamo fieri dell'eredità, della carriera e del lavoro dei Soundgarden. E non vediamo l’ora di finire il nostro ultimo album”.

Di un eventuale album di inediti postumo della band di “Superunknown” si parla (pubblicamente) dall’estate del 2017, quando il chitarrista Kim Thayil fece sapere:

“E’ tutto bloccato. E' da due anni che ci proviamo, ma non siamo in possesso di nessuna delle demo su cui Chris stava lavorando all'epoca. Ne abbiamo copie, ma ciò di cui abbiamo bisogno sono i file originali, che ci permettano di sovraincidere le nostre parti e finire il disco. Ma non ne siamo in possesso. Abbiamo chiesto molto gentilmente, abbiamo spiegato che il nostro entrare in possesso dei file andrebbe a beneficio di tutte le parti coinvolte, nel caso in cui riuscissimo a completare le canzoni su cui Chris stavamo lavorando. Sembra, tuttavia, che ci sia un po' di confusione tra le parti sulle implicazioni, sul funzionamento e sui destinatari dei benefici dell'operazione”.

Il materiale inedito lasciato sotto forma di provino da Cornell è ovviamente incluso negli asset oggi contesi a colpi di carte bollate. Non a casa Vicky Cornell, nei documenti depositati presso la corte di giustizia, ha fatto esplicito riferimento - tra le altre cose - a “performance deep-fake realizzate con sistemi di intelligenza artificiale della voce di Chris tratte da registrazioni esistenti, che potrebbero diventare nuovi brani dei Soundgarden”.

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