Dave Grohl racconta i Nirvana: "Kurt Cobain è stato il più grande cantautore della sua generazione"
Dave Grohl è ovunque, in questi giorni: complice l'uscita di “Medicine at midnight”, il nuovo album dei Foo Fighters, il cantante e leader della band sta concedendo molte interviste. E, come al solito, non si tira indietro quando gli viene chiesto di parlare di argomenti che esulano dalla pura promozione della nuova musica.
In particolare, Grohl torna a parlare dei Nirvana e del suo rapporto con Kurt Cobain, così come aveva fatto anche nell'intervista di Rockol pubblicata la settimana scorsa.
La tesi di Grohl, elaborata nell'ultimo episodio di un podcast per Apple Music, è che i Nirvana avrebbero continuato a crescere e sarebbero ancora in giro oggi, se non fosse successo quel che è successo a Kurt Cobain:
Gli spettacoli stavano diventando più grandi, il pubblico stava aumentando, c'era più gente rimasta fuori dai concerti che quella dentro. Capivamo che stava succedendo qualcosa, ma non ci saremmo mai aspettati che sarebbe diventato tutto così grande"
Grohl poi racconta la sua esperienza quando morì Kurt Cobain:
Naturalmente, fu un'esperienza devastante. Alla fine uno dei più grandi dolori della mia vita è che i Nirvana non sono ancora qui oggi a fare musica. Sia che si chiamassero Nirvana o in qualche altro modo. È uno dei più grandi dolori della mia vita il fatto che Kurt non sia ancora qui per scrivere canzoni più incredibili perché è abbastanza chiaro che è stato benedetto con un dono. Penso sia giusto dire che è stato il più grande cantautore della nostra generazione. Sono molto orgoglioso di essere il suo batterista e suonare quelle canzoni ogni sera.
Con Rockol Grohl aveva parlato della famosa sera in cui venne registrato "Unplugged in New York":
I Nirvana avevano due tipi di show: serate rumorose catartiche e trascendentali, o dei disastri totali, i peggiori che abbiate mai visto. Non c’erano vie di mezzo: wow! o fuck!. (...)
Ci sono state delle volte in cui i Nirvana si sono immersi in situazioni senza speranza e ne sono usciti con una speranza vera: fu una di quelle sere. Sapevamo che se fosse andata male, non l’avremmo fatto vedere. Invece ci furono momenti davvero intensi, come quando suonammo “Where did you sleep last night” di Leadbelly. Quello fu reale.