Mahmood, con “Inuyasha” continua a creare un immaginario magico

Il nuovo singolo dell’artista è un’altra fotografia nitida del suo modo di fare urban pop con elementi distintivi.
Mahmood, con “Inuyasha” continua a creare un immaginario magico

Nel 2020 Mahmood si è trasformato, mostrando più volti, ma sempre figli di una stessa essenza.

Ha esplorato un lato più intimo con “Rapide”, una cavalcata di suoni e parole, ma ha saputo anche contaminarsi con atmosfere più crude e d’asfalto come in “Moonlight popolare” con Massimo Pericolo. Nel mezzo ha scritto “Andromeda” per Elodie, in gara alla scorsa edizione del Festival di Sanremo, per stravolgere poi tutto con “Dorado” con Sfera Ebbasta e il rapper colombiano Feid, inseguendo suoni più mediorientali e richiamando alla figura di Bugs Bunny. Anche “Eternantena”, esperimento dai suoni ostici, sfornato in pieno lockdown, in qualche modo è una tappa del percorso. Oggi è uscito “Inuyasha”, un’istantanea nitida dell’urban pop di Mahmood, .riconoscibile non solo sotto il lato vocale e timbrico, ma anche per la volontà di costruire immagini evocative ed esplorare universi non recintabili in generi definiti. “Inuyasha” è il primo tassello del nuovo album.

Il pezzo, prodotto da Dardust, è una ballad ispirata a un manga giapponese: Inuyasha, di cui la voce di “Soldi” assume le sembianze giocando anche sull’estetica. L’omonimo protagonista del fumetto è un mezzo demone che riesce ad arginare il suo lato oscuro per tutelare i compagni di viaggio, rinunciando volontariamente a diventare un demone completo. Nel brano è la metafora per descrivere la complessità delle relazioni umane, fra cicatrici, desiderio di espressione e necessità di non riversare sugli altri la propria parte peggiore rinchiudendola “dentro una crisalide”.

L’inizio è soft e cantautorale, con la voce di Mahmood accompagnata dalle chitarre di Francesco Fugazza e Marcello Guava: “Quando mi dici addio tu mi spezzi il cuore, arrivare ad alzare le mani non mi piace più, se litighiamo in mezzo ad altre persone non ha senso chiedere agli amici chi ha ragione”, canta l’artista milanese. Poi la produzione si ispessisce e anche la voce di Mahmood cresce: “Metterò il peggio di me dentro a una crisalide per non farti più male”.

I suoni avvolgono le parole e fanno da preludio a una breve parte rappata: “La gente ti parla, poi ti ama vuole tutto, poi ti spara, preferisco te a chi mi mente”. “Inuyasha”, fra tutti i livelli affrontati lo scorso anno, si avvicina di più all’impostazione di “Rapide”, anche per aver messo al centro il tema spinoso dei sentimenti fra mani addosso, sputi e cuori venati. Mahmmood ha uno stile sempre più riconoscibile condito con immagini che spaziano da riferimenti a cartoon a zoomate su città e vite comuni. L’arma principale di Inuyasha è Tessaiga, una potentissima spada forgiata da una zanna del padre, quella di Mahmood è la capacità di mutare, rimanendo sempre se stesso.

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