Sanremo 2021: e se venisse rinviato di due settimane?
In tutti i ragionamenti che si stanno facendo in questi giorni su Sanremo sì, Sanremo no, non ho mai letto di un'ipotesi che invece a me sembra plausibile, e ve la racconto.
Dunque: la settimana prevista finora per lo svolgimento del Festival - la prima di marzo - è complicata per varie ragioni, la prima delle quali è che il DPCM attualmente in vigore, con tutte le limitazioni già note, lo è (al momento, e salvo proroghe non escludibili, anche per via della crisi di governo in atto) fino al 5 marzo. Impossibile, peraltro, fingere di ignorare e esternazioni del ministro Franceschini hanno indubbiamente complicato la situazione, e una via d’uscita si impone.
Per scavallare il DPCM - e magari, perché no?, per riuscire a far inserire nel prossimo, che il nuovo governo emanerà quando entrerà in funzione, qualche modifica che favorisca lo svolgimento del Festival con modalità meno stringenti - non sarebbe ragionevole spostare l'inizio del Festival in avanti di qualche giorno?
Non dico proprio il 9 marzo, che suonerebbe davvero troppo da espediente per schivare il DPCM in vigore; ma magari il 16 marzo, quando (auspicabilmente, fra l'altro) la situazione pandemica potrebbe essere meno preoccupante. Man mano che ci si avvicina a Pasqua, l’opzione rinvio si fa paradossalmente meno attraente: c'è la Pasqua in arrivo - che fra l'altro al Comune di Sanremo interessa (potenzialmente) per ragioni di turismo "normale" e non festivaliero, quindi meglio tenerla "libera" in anticipo - e ci sono ragioni RAI di palinsesti e di sponsor che sconsiglierebbero di tenere il Festival in primavera ufficialmente iniziata.
Ecco: sono considerazioni che a me paiono sensate e ragionevoli, e potrebbero essere condivise da tutte le parti in causa (RAI, discografia e Comune di Sanremo).
Scommettiamo sul 16 marzo?
Franco Zanetti