Francesco Guccini, la storia di "Canzone per un'amica"

Usciva 54 anni fa "Folk Beat N.1", l'album di debutto del cantautore: lo ripercorriamo canzone per canzone
Francesco Guccini, la storia di "Canzone per un'amica"

“Lunga e diritta correva la strada…”. Così cominciava da sempre ogni concerto di Guccini, dal debutto sul palco – il 30 dicembre 1968 nella Cittadella di Assisi – in avanti. "S.F.", nel sottotitolo ("In morte di S.F."), sta per Silvana Fontana, l’amica ventiquattrenne morta in un incidente stradale mentre Francesco, è il 2 agosto del 1966, registra "Folk Beat N°1". La compone di getto, su un giro di accordi di Mansueto Deponti, e la inserisce in extremis nell’album.


Una ballata in stile hobo, chitarre, tamburello, armonica, quasi un resoconto giornalistico della tragedia avvenuta sull’autostrada in provincia di Reggio Emilia (nella quale muoiono altre due persone), come se Guccini fosse impietrito leggendo l’articolo sulle pagine di cronaca. La mano che “forte teneva il volante” è quella del ventunenne fidanzato di Silvana, Augusto Artioli, rimasto gravemente ferito, e il motore che “forte cantava” è quello della sua potente Rover 2000.

La canzone mette i brividi anche ai tecnici dell’Anas – quattro anni prima è stata inaugurata l’Autostrada del Sole – che chiedono e ottengono il cambio del titolo. "In morte di S.F." diventa così "Canzone per un’amica" e perfino "Per un amico" quando, dodici anni dopo, nel concerto tributo del 14 giugno 1979, Guccini trasferisce la dedica a Demetrio Stratos arreso a un infarto il giorno prima.

Oltre a quella coraggiosa dei Nomadi, c’è la versione rock-sinfonica di Enrico Ruggeri del 1995 con evitabilissimi rintocchi di campane a morto per il finale.

Nel 2007 lo svizzero Paulin Nuotclà la traduce e la canta in lingua romancia col titolo "Luna e gualiva". Nel 2010 il gruppo molto alternativo dei ParaUtopia, nel brano ska più affettuoso che perfido "Guccini non ti sopporto più" (sarebbe lui la causa del gatto impiccato nelle corde della Strato, della fidanzata che si mangia il mangianastri, del nonno che si butta dal balcone…) riprende con tanto di erre arrotata la tragedia di "In morte di S.F.": “Lunga e diritta correva la strada, la macchina sbanda e che pensi te? Cos’hai provato esattamente mentre l’auto ti schiacciava? Ma che cazzo di domanda vai a fare? Le tue curiosità morbose sui dettagli del trapasso per lo meno ce le vuoi risparmiare”.

A quarant’anni di distanza dalla tragedia un sorriso può spuntare. Con tutto il rispetto, anche Guccini si diverte. 

Federico Pistone

Questo testo è tratto da "TuttoGuccini" di Federico Pistone, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s. 

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