Fiorella Mannoia (e Ivano Fossati) raccontano la storia de "La musica che gira intorno"

Questa sera su Rai 1 il programma della cantante, che deve il titolo allo storico brano dell'83. La storia della canzone racconta dai protagonisti (e gli ospiti della serata)
Fiorella Mannoia (e Ivano Fossati) raccontano la storia de "La musica che gira intorno"

La musica che gira intorno è il titolo del programma di Fiorella Mannoia, in onda da questa sera su Rai1, per due venerdì, 15 e 22 gennaio. È stato registrato (senza pubblico) al Teatro 1 di Cinecittà World, per la regia di Duccio Forzano (che per la cantante girò il videoclip di “Sally” nel ’98). 
L’obbiettivo è quello di “celebrare la musica e il suo valore nella vita di tutti noi”, come spiega la Mannoia, che già tre anni fa condusse delle prime serate su Rai1 ("1, 2, 3 Fiorella).

Nella prima puntata saranno presenti e duetteranno con la cantante diversi ospiti musicali Claudio Baglioni, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Giorgio Panariello, Marco Mengoni, Giorgia, Andrea Bocelli, Achille Lauro, Gigi D'Alessio, Samuele Bersani, Luciano Ligabue. Per la seconda è già confermata la presenza di Zucchero.
Il programma deve il suo titolo al brano di Ivano Fossati del 1983: un classico della canzone italiana, cantato oltre che dalla Mannoia, da Mia Martini (diede il titolo all’ultimo album prima della sua scomparsa, nel ’94), Loredana Berté e New Trolls e recentemente ha dato anche il nome ad un’associazione di lavoratori dello spettacolo, colpiti duramente dallo stop imposto alla pandemia. 
Ecco la storia di quella canzone: dal racconto di Ivano Fossati, a quello che Fiorella Mannoia ha fatto per Rockol.

Ivano Fossati: “Un ritratto delle generazione dei trentenni”

“La musica che gira intorno” è la canzone di apertura de “Le città di frontiera”, album pubblicato nel 1983. Fu anche un singolo di buon successo, ed è diventata una delle canzoni simbolo del cantautore ligure, tanto da essere pressoché sempre presente nelle scalette dei suoi concerti, nonché inclusa in diversi album dal vivo. Fossati ha raccontato che la canzone venne scritta in brevissimo tempo e che, come singolo, ebbe un successo inaspettato, tanto da spingere la sua casa discografica a rimandare il tour a mandarlo in TV per 23 volte in poche settimane: “Cosa che nella mia vita non avrei mai pensato di fare e non ho mai più rifatto”.

Ivano Fossati non ha mai amato spiegare nel dettaglio il significato delle sue canzoni, ma a “La musica che gira intorno” è dedicato lo spazio più rilevante della lunga intervista di “Contemporaneo”, il box di 10 CD pubblicato nel 2016, 4 anni dopo il suo ritiro dalla scene: “È una canzone che ho sempre portato con me volentieri, mi ci riconosco sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista del testo. Tutto è equilibrato”.  

“La musica che gira intorno” non è una canzone che parla del potere della musica, in realtà. Recita il testo

Ma uno che tiene i suoi anni al guinzaglio
E che si ferma ancora ad ogni lampione
O fa una musica senza futuro o non ha capito mai nessuna lezione
Sarà che l'anima della gente funziona dappertutto come qui
Sarà che l'anima della gente non ha imparato a dire ancora un solo sì
Sarà la musica che gira intorno quella che non ha futuro
Sarà la musica che gira intorno saremo noi che abbiamo
Nella testa un maledetto muro

Spiega Fossati che “Alla fine mi sono fatto l’idea che sia un ritratto della generazione dei trentenni di allora, che però si trasferisce bene ai trentenni e quarantenni di oggi. (…) Non eravamo disorientati come molti ragazzi di oggi, però era l’inizio”.
Insomma, una canzone che parla della confusione di una generazione: “Può essere che sia quello che ci gira intorno, la musica, la politica, il costume, il cambiamento dei tempi. O può essere che non arriviamo a capire che abbiamo davanti una barriera e non riusciamo a toglierla dai nostri occhi. Può essere che sia colpa nostra”, dice riferendosi al "Maledetto muro".

Fiorella Mannoia: “Una canzone sempre attuale”

Fiorella Mannoia aveva già cantato la canzone in TV nel 2012 assieme allo stesso autore e a Zucchero. Ma Fossati, ritirato dal 2012, questa volta ha passato la mano: “L’ho sentito, gli ho detto che avremmo usato la sua canzone per il titolo del programma:  è stato felice, ho provato a convincerlo a partecipare in qualsiasi forma, anche passando dietro le quinte... Ma mi ha detto che stava bene a casa. Ci sentiamo spesso, c’è un’amicizia di lunga data, anche se ovviamente negli ultimi tempi non ci siamo visti di persona”.

“Questa canzone è sempre attuale”, spiega la Mannoia a Rockol. “Abbiamo preso in prestito il titolo di questa canzone perché è stata l’ispirazione a quello che abbiamo cercato di mettere in scena in questo show. La musica gira intorno a noi, è l’unica forma d’arte che ha questa peculiarità di rievocare il passato: le canzoni scandiscono la nostra vita, ce n’è una per amori nati e per quelli finiti, per i profumi, per le sensazioni, per i sapori… Le cose importanti della vita sono accompagnate da canzoni che girano attorno a noi”

Saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro

È la frase centrale della canzone, che Fossati dal vivo accompagnava sempre sottolineando che non è la musica che gira intorno, ma quello che abbiamo in testa noi, facendo cantare al pubblico la parola “Muro”: “Secondo me sì, c’è ancora”, commenta la Mannoia. “Abbiamo il muro che ci separa dagli altri, quello che non ci permette di entrare in empatia, quello dell’indifferenza e della paura, quello più grande. Il muro della diffidenza verso chi non è come noi. Abbiamo tanti muri da abbattere, non solo quelli fisici, e sono tanti anche quelli. Sono soprattutto quelli mentali”

 

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