Una "perla" di disco: il testamento di Janis

Le tracce di "Pearl", ascoltate postume, riveleranno un'energia e un'intensità fuori dal comune, sprigionate da un esserino di appena 1,65 cm volato via troppo presto.
Una "perla" di disco: il testamento di Janis

"Rock singer found dead in apartment", strilla la mattina del 5 ottobre del 1970 il titolo di un trafiletto a pagina cinque del quotidiano americano "Register-Guard". Sopra, la foto di Janis Joplin scattata durante un'esibizione e un breve occhiello: "Janis Joplin's style uninhibited", "Lo stile disinibito di Janis Joplin". Il giorno prima, il corpo della cantante viene ritrovato privo di vita nella sua stanza del Landmark Motor Hotel di Los Angeles, al 7047 di Franklin Avenue, a Hollywood. "Non c'erano tracce di droghe nella stanza: solo tequila, vodka e vino", fa sapere ai cronisti un portavoce della polizia chiamata a indagare sul caso.

Janis Joplin, al momento del decesso, ha solo 27 anni. Prima di lei, lo "stile disinibito" del rock si è già portato via Brian Jones (il già membro dei Rolling Stones era stato trovato immobile sul fondo della sua piscina nella sua casa a Hartfield, nel Sussex, due anni prima) e Jimi Hendrix (morto a Londra pochi giorni prima di Janis, la mattina del 18 settembre). Meno di un anno dopo il Club dei 27 - così come sarebbe stato in seguito ribattezzato - avrebbe accolto anche il frontman dei Doors, Jim Morrison. Nei giorni successivi al ritrovamento del corpo, l'esame autoptico sul cadavere della cantante stabilisce una morte accidentale causata da overdose di eroina, smentendo le prime ricostruzioni della polizia. Janis viene cremata e le ceneri sparse nell'oceano Pacifico.

Il testamento

Il suo testamento, se vogliamo chiamarlo così, viene aperto tre mesi dopo. Quando la Columbia, nel gennaio del 1971, spedisce nei negozi l'album contenente le canzoni che la rocker stava registrando prima della sua improvvisa scomparsa. Il disco viene intitolato "Pearl": quarant'anni più tardi, nel suo libro "Just kids", memoir sugli anni della sua relazione con il fotografo Robert Mapplethorpe, in parte ambientato nella New York del Chelsea Hotel a cavallo tra gli Anni '60 e '70, Patti Smith racconterà di un aneddoto relativo proprio a Janis Joplin.

Questo il ricordo della Sacerdotessa del rock della notte trascorsa in compagnia della collega: ".Quando feci per andarmene si guardò allo specchio, e sistemò i boa di piume. 'Come ti sembro amica?'. 'Una perla', le risposi. 'Una perla di ragazza'".

Janis prima di Janis

Quando comincia a lavorare ai brani che confluiranno poi in "Pearl", nell'estate del 1970, Janis Joplin ha già inciso due album con i Big Brother and the Holding Company, rock band che dal 1965 aveva iniziato a farsi largo nella scena musicale psichedelica di San Francisco - condividendo i palchi dei locali con gruppi come i Grateful Dead, i Quicksilver Messenger Service e i Jefferson Airplane: l'eponimo disco d'esordio era uscito nel 1967, seguito nel 1968 da "Cheap Thrills". Performance come quella sulle note di "Summertime" e "Piece of my heart" ne avevano messo in luce il potenziale.

Incoraggiata dal successo riscosso dalla sua voce presso il pubblico e gli addetti ai lavori, nel 1969 Janis aveva dunque deciso di mettersi in proprio, facendosi accompagnare da un altro gruppo, la .Kozmic Blues Band: con la formazione la rocker si era pure esibita al festival di Woodstock, il 17 agosto del 1969, pubblicando pochi giorni dopo l'album "I got dem ol' Kozmic Blues Again mama!", un discaccio di blues rock grezzo e ignorante, super istintivo. C'era grande attesa per la sua nuova pubblicazione: chiusa anche la parentesi della Kozmic Blues Band, la cantante aveva deciso di farsi produrre da Paul A. Rothchild, già al fianco di Jim Morrison e dei suoi Doors. I due si mettono effettivamente all'opera nel luglio del 1970, tra le pareti dei Sunset Sound Recorders di Los Angeles, in California.

Le registrazioni

È dalle sessions con Rothchild, alle quali partecipano anche musicisti come Richard Bell (piano), Ken Pearson (organo Hammond), John Till (chitarra elettrica), Brad Campbell (basso) e Clark Pierson (batteria), raccolti sotto il nome di Full Tilt Boogie Band (ma ci sono anche i contributi aggiuntivi del chitarrista Bobby Womack, del percussionista Bobbye Hall, dei coristi Phil Badella, John Cooke e Vince Mitchell e di Sandra Crouch), che nascono i brani destinati a diventare i tanti capitoli del testamento artistico della sfortunata Janis Joplin, che non immagina certo di morire così giovane, e sopratutto nel pieno della sua fioritura. Le tracce di "Pearl", ascoltate postume, riveleranno un'energia e un'intensità fuori dal comune, sprigionate da un esserino di appena 1,65 cm.

"Cry baby" e gli altri momenti clou

Il disco parte con la grintosa "More over", scritta dalla stessa Janis Joplin. Dopo tre minuti e mezzo arriva subito il pezzo con il quale negli anni la rocker sarà a lungo ricordata e celebrata, anche se non appartiene a lei: composto da Bert Berns e Jerry Ragovoy, "Cry baby" era stato originariamente inciso sette anni prima, nel 1963, da Garnet Mimms and the Enchanters.

Janis lo reinterpreta a modo suo, con la voce che diventa un pugno che punta dritto allo stomaco. I fan verseranno fiumi di lacrime, per la performance pirotecnica della cantante. Altri momenti clou del disco, sul lato b: ".Me and Bobby McGee" e "Mercedes Benz". Un perfetto uno-due: il primo brano, originariamente composto dal suo vecchio amore Kris Kristofferson per Roger Miller, è un blues rock derivato da un country (sarà riproposto in Italia da Gianna Nannini nel suo "California"); nell'altro Janis canta praticamente a cappella, con quel graffio irresistibile: peccato che duri meno di due minuti. Verrà detto e scritto che è stata l'ultima canzone incisa dalla rocker prima di morire.

"Pearl" conquisterà il primo posto della classifica dei dischi più venduti negli Stati Uniti, pubblicata da "Billboard". Resterà in cima per nove settimane. Oggi, a distanza di cinquant'anni, è considerato il disco più rappresentativo di Janis Joplin.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.