Rockol Awards 2021 - Vota!

David Bowie, cinque suoi produttori di riferimento

Tony Visconti, Ken Scott, Nile Rodgers, David Richards... e David Bowie
David Bowie, cinque suoi produttori di riferimento

Nessun produttore si è mai realmente posto al di sopra di Bowie, che è sempre stato supervisore di se stesso. Tuttavia, ha sempre scelto con cura i suoi co-piloti, per le loro capacità tecniche ma anche per aver sempre qualcuno con cui confrontarsi continuamente sul progetto, e per avere un punto di vista di peso nelle discussioni con i musicisti di maggiore personalità. 

David Bowie, il quinto anniversario della morte: leggi lo speciale.

David Bowie, il quinto anniversario della morte: tutte le cover realizzate per il Tribute Day di Rockol da artisti italiani

Non sempre era facile tenere insieme gli Spiders From Mars, concretizzare le velleità sperimentali della seconda metà degli anni ’70, o portare a casa le hit. E in certi periodi, era abbastanza arduo anche tenere Bowie agganciato alla Reality.  

 

Tony Visconti

 

Il consigliere “purista” e sperimentale di Bowie, l’uomo accanto a lui in album molto amati ma non di devastante successo – concetto a lui inviso, fin da quando rifiutò di produrre il singolo “troppo commerciale” che per la prima volta avrebbe mandato il giovane inglese in classifica.

E non stiamo parlando di un brano con cui fare il trenino a Capodanno, ma di "Space Oddity". Però anche per questo Visconti è il produttore più amato dai fan, l’amico ritrovato dopo vent’anni abbondanti, quelli intercorsi tra "Scary Monsters" e "Heathen". Al bassista di New York va in particolare il merito di aver saputo adattarsi a situazioni completamente diverse, diventando leader di una piccola band hard-rock in "The Man Who Sold The World" (disco che in alcune parti è più suo che di Bowie) ma anche facendo semplicemente da collettore delle idee di tante personalità dominanti presenti negli Hansa Studios nel periodo berlinese. .


Ken Scott

 

Il giovanissimo tecnico del suono del "Magical Mystery Tour" e del "White Album" accettò di diventare produttore per "Hunky Dory", e la sua velocità nel tradurre su disco le idee dell’incontenibile Bowie fecero di lui l’uomo giusto al posto giusto: la fase esplosiva della rockstar londinese con "Ziggy Stardust", "Aladdin Sane" e "Pin-Ups" è da ascrivere anche alla sua versatilità. Quando Bowie scelse l’America e tornò all’americano Visconti, lui andò decisamente oltre il glam-rock, mettendosi a disposizione del jazz-rock di Stanley Clarke, Billy Cobham e Mahavisnu Orchestra.


Nile Rodgers

 

Quando Bowie lo chiamò, il fondatore degli Chic non era ancora il produttore di Madonna e Duran Duran, lo stilista del funk ricercato dalle più grandi star bianche, ma il chitarrista di una band messa in crisi dall’ondata di riprovazione nei confronti della disco-music.

Puntare su di lui, due anni dopo la tiepidissima accoglienza ottenuta col debutto solista di Deborah Harry, era una mossa azzardata – ma "Let’s Dance" diede a Bowie esattamente quello che voleva: un megasuccesso elegantissimo. Per certi versi, l’errore di Bowie negli album successivi fu quello di tentare di tentare di ottenere con altri delle hit alla Nile Rodgers, ma senza di lui. Lo riconvocò per il suo ritorno da solista, "Black Tie White Noise", ma stavolta senza chiedergli di trasformare in oro un disco che doveva essere prima di tutto convincente; Rodgers, che era capace anche di questo, lo accontentò.


David Richards

 

A soli 21 anni Richards era già uno dei personaggi-chiave tra quelli che avevano imprevedibilmente messo Montreux sulla mappa della musica mondiale.

Come tecnico del suono per il prestigioso festival annuale e nei Mountain Studios fu particolarmente vicino ai Queen, con i quali condivise la produzione degli anni 80, ma con Bowie aveva avuto una prima esperienza per le versioni francese e tedesca di “Heroes”. Così fu lui a creare le premesse per "Under Pressure", approfittando della contemporanea presenza di Bowie e della band di Freddie Mercury nella cittadina svizzera. I lavori cui mise mano sono decisamente diversi tra loro: "Never Let Me Down", "The Buddha of Suburbia", "Outside" (e potremmo aggiungere "Blah, Blah, Blah" di Iggy Pop) – e sono rappresentativi della “fase svizzera” di una rockstar disinteressata alle correnti, capace di idee anche notevoli ma non più in sintonia con il pubblico. Richards, neutrale come la Confederazione Elvetica, lo assecondò in tutto, e da questo punto di vista è l’emblema di un periodo in cui tanti album e canzoni avrebbero meritato un maggiore slancio vitale.


David Bowie

 

E Bowie, che tipo di produttore fu? Forse il suo vero tocco è più facile da cogliere nei dischi altrui che nei propri, di norma co-prodotti. Quando si mise in cabina di regia (anche in questi casi, sempre con qualcuno di più quadrato al suo fianco) per i propri beniamini, principalmente Mott The Hoople, Lou Reed e Iggy Pop, il suo obiettivo fu sempre quello di catturare l’urgenza, la vitalità a scapito della pulizia. In questo, fondamentalmente era molto simile a tanti critici che lo bastonavano, ma che sarebbero stati da lui preceduti, e di diversi anni, nell’approdo a un’estetica punk. 

 

Paolo Madeddu è l'autore di "David Bowie - Changes, la storia dietro le canzoni", Giunti Editore.

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/_Apc2pWBWGROainqpJSfA5xc6dw=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/bowie-madeddu.jpg

 
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.