Vasco Rossi racconta il suo primo concerto

Il cantautore emiliano viaggia all'indietro nel tempo, fino a Piazza Maggiore a Bologna. Negli anni Settanta.
Vasco Rossi racconta il suo primo concerto

L'attività di Vasco Rossi sui suoi canali social scorre incessante e molto interessante. Ci aveva lasciato ieri spoilerando, come ha detto lui, l'immagine di copertina del suo nuovo singolo, "Una canzone d’amore.., buttata via", che uscirà il primo giorno del nuovo anno, così da dare un benvenuto come si conviene al 2021 e, idealmente, chiudere alle spalle un 2020 che resterà triste e indelebile nel ricordo di chi l'ha sfortunatamente vissuto.

Oggi il cantautore emiliano ha voluto spostare l'attenzione dal futuro al passato per raccontare e ricordare i suoi primi concerti, le reazioni avute dal pubblico (non sempre proprio educato nei suoi confronti) e, soprattutto, le sue, di reazioni. Reazioni molto rock, come sempre.

Questo il suo 'amarcord' di giornata:

"Il mio primo concerto è nato come uno scherzo. Era il 1979. "Ti ho organizzato un concerto in Piazza Maggiore a Bologna con il gruppo che suona con Lucio Dalla" mi disse Bibi Ballandi. Peccato che due giorni prima arrivò la notizia che il gruppo non c'era. A quel punto mettemmo insieme una band al volo, nella cantina di Bibi. Roba da incoscienti: davanti alla gente che c'era in quella piazza mica potevi suonare quello che ti pareva. Invece andò bene. E il secondo concerto fu ancora più da incoscienti. Lo organizzò sempre Bibi alla festa delle radio libere dell'Emilia. Non so che cosa si sentisse giù, ma noi sul palco avevamo le facce così convinte che andò benissimo. Il terzo concerto fu a Vicenza. Di fianco al palco c'era un bar con dei ragazzi seduti fuori. Non ci cagavano, finché a un certo punto hanno iniziato a fare le freccette di carta e a tirarcele. La notte mentre tornavo a casa mi salì una rabbia enorme. Mi dissi: "La prossima volta che qualcuno mi disturba o mi prende in giro scendo e faccio a botte". Da allora è cominciata la guerra. Ho preso anche la gente per il collo. Però era tutto rock, nel senso che mentre mandavo via i facinorosi, continuavo a cantare. Studiavo pure le scalette apposta affinché non avessero tempo di aprire bocca: niente canzoni lente."

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