La canzone degli AC/DC ‘più deplorevole’ secondo Angus Young

Il brano è contenuto nel primo album della band australiana. Ecco qual è
La canzone degli AC/DC ‘più deplorevole’ secondo Angus Young

Angus Young ha recentemente rilasciato un’intervista alla rivista statunitense Vulture per discutere sugli alti e i bassi della lunga carriera degli AC/DC, che lo scorso 13 novembre hanno dato alle stampe il loro diciassettesimo album in studio, “Power up" (leggi qui la recensione). Rispondendo alle domande che gli sono state rivolte, il chitarrista della band australiana ha svelato - tra le altre cose - quali sono, secondo lui, la canzone più importante della formazione di “Back in black”, il brano che più gli ricorda suo fratello Malcolm Young (scomparso nel novembre 2017), la sua recensione negativa preferita e la critica più costruttiva che abbia mai ricevuto. 

Ad Angus Young è stato anche chiesto quale sia il brano degli AC/DC “più deplorevole”, secondo lui. Questa la risposta dell’addetto alle sei corde del gruppo australiano: “Per il nostro primo album, ‘High voltage’, abbiamo fatto una canzone d'amore intitolata ‘Love song’. Che era molto distante da noi”. Ricordando Bon Scott, il frontman della band scomparso il 19 febbraio 1980 all’età di 33 anni, sostituito poi dal cantante Brian Johnson, Angus Young ha aggiunto: “Non so se stavamo cercando di fare una parodia delle canzoni d'amore del tempo, perché è stato Bon Scott a scrivere i testi. Non ricordo nemmeno quali siano le parole. Ricordo quella canzone perché il ragazzo che lavorava per noi presso la nostra etichetta discografica ci disse che era quello che passavano alla radio locale a quel tempo, musica molto soft. Ha pensato che dovevamo pubblicare quella canzone perché probabilmente sarebbe stata trasmessa. Ricordo di aver pensato, quale persona sana di mente vorrebbe che questo pezzo uscisse?”. 

Ha continuato: “Siamo stati molto fortunati, però, perché tutte le stazioni radio che ci avevano visti dal vivo sapevano che quel brano non rispecchiava chi eravamo. Quindi alla radio hanno iniziato a cambiare lato del disco e a trasmettere l’altro brano, una cover di un pezzo blues intitolato ‘Baby, please don’t go’. In realtà abbiamo avuto successo con la b-side! Questa è stata l'unica grazia salvifica della canzone”.

Angus Young, che ha indicato “Thunderstruck” come la canzone numero uno degli AC/DC (ha dichiarato: “Se dovessi pensare solo alla chitarra, visto che sono un chitarrista, direi "Riff Raff". Il lavoro con la chitarra è stato una sfida, ma interessante per il modo in cui la canzone è uscita. Questa è la mia risposta con la chitarra. Ma se è per un'intera canzone, “Thunderstruck”) a proposito del brano che più gli ricorda suo fratello Malcolm ha dichiarato: 

“Questa band era una creazione di Malcolm e lui ha messo tutti insieme. Non conosco una canzone specifica, quindi risponderò l’album che ci ha definito come band, ‘Let there be rock’. Nostro fratello maggiore, George, lo ha prodotto ed era il nostro socio in quel momento. Ha chiesto a me e Malcolm: ‘Cosa vorreste fare con questo album? Come volete che suoni?’ E Malcolm ha detto: ‘Vogliamo un album che sia pieno di chitarre, aggressivo e puro hard rock’. Questo è ciò che volevamo. Ora che ci penso meglio, la canzone che spicca di più dall'album è ‘Whole lotta Rosie’. Quella era una grande traccia, una traccia rock. Non sto parlando di vendite o altro. Quando suoniamo dal vivo tutti vengono e si aspettano di sentire quella canzone”.

A margine dell’intervista concessa a Vulture, il chitarrista degli AC/DC - al quale è stato anche chiesto quale sia mai stato il fan “più improbabile” della band e Angus Young ha risposto: “Non ricordo l'anno esatto, ma qualcuno ci ha detto che un monastero in Tibet è pieno di fan degli AC/DC” - ha dichiarato che le critiche più costruttive che abbia mai ricevuto gli sono state rivolte dai suoi fratelli. “George e Malcolm fin dall’inizio mi dicevano: ‘Se vuoi fare gli assoli di chitarra, mettiti subito davanti’”, ha raccontato il 65enne musicista.

L’addetto alle sei corde della formazione australiana - il quale ha narrato che la sua recensione negativa preferita mai scritta sugli AC/DC è quella pubblicata dalla rivista statunitense Rolling Stone sul primo album della band, “High voltage” del 1975, in cui il gruppo è stato definito come “una delle peggiori band al mondo” - ha aggiunto: “Quando ero molto giovane ero un po’ timido e preferivo suonare stando dietro e non cercare attenzioni. Malcolm mi costringeva sempre a mettermi davanti per ricordare al pubblico di star facendo qualcosa”. 

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