I racconti familiari di Bonetti

Brani sinceri e diretti caratterizzano il nuovo album del cantautore torinese, che presenta una versione acustica per Rockol del singolo ‘Camionisti’
I racconti familiari di Bonetti
Credits: Giorgia Bigatton

Le canzoni di Maurizio Bonino, in arte Bonetti, sono racconti sinceri e diretti, caratterizzati talvolta da un sapore quasi cinematografico, che riescono a parlare direttamente all’ascoltatore e a raccontare storie familiari con trasparenza e semplicità. Testi autobiografici, ma allo stesso tempo universali, caratterizzano i brani del 36enne cantautore torinese che, a distanza di due anni dal suo secondo album in studio, “Dopo la guerra”, uscito a marzo 2018 per Costello's Records e Labellascheggi, torna con una nuova prova sulla lunga distanza che conferma la costante crescita dell’artista piemontese. 

Come nel precedente lavoro discografico, ideale seguito del disco d’esordio “Camper” del 2015, la nuova fatica in studio di registrazione di Bonetti, intitolata “Qui” e pubblicata lo scorso 27 ottobre per Bravo Dischi e Labellascheggia, vede l’artista esplorare nuovamente quel cantautorato pop fatto di melodie riflessive dove il suono delle chitarre lascia spazio ai synth nella costruzione dell’ambiente sonoro. Questa peculiarità musicale, unita a un testo sicuramente introspettivo ma capace di raccontare sentimenti e sensazioni familiari a chiunque, si ritrova nel più recente singolo estratto dall’ultimo album di Bonetti, “Camionisti”, del quale il cantautore ha registrato una versione acustica per Rockol, in cui la voce di Maurizio Bonino e la chitarra sono protagoniste.

A proposito dell’ultimo brano estratto dal suo album “Qui”, che ha visto Bonetti lavorare insieme a Fabio Grande, co-produttore delle tracce del disco e già in cabina di produzione per il precedente “Dopo la guerra”, il cantautore ha raccontato: “ Nella vita, come in autostrada, andiamo avanti, sorpassiamo e veniamo sorpassati, con il sole davanti agli occhi e i nostri pensieri di fianco. Gli abitacoli come microcosmi in cui portiamo avanti la nostra intimità”. Ha aggiunto: “E come camionisti maciniamo chilometri, e più andiamo avanti più sorpassiamo e veniamo sorpassati, e i parabrezza si sporcano e gli occhi si fanno stanchi. Carichiamo i nostri camion con tutto quello che incontriamo per strada e che in qualche modo possiamo definire nostro. E andiamo avanti”.

Anticipato dai singoli “Non ci conosciamo più”, uscito in pieno lockdown, “Siamo vivi” e il succitato “Camionisti”, la nuova fatica discografica di Bonetti è il frutto di un lavoro che ha visto l’artista sperimentare sonorità diverse per imprimere nel suo lavoro vari colori e sfumature che sostengono i suoi racconti. Dopo anni in cui ha dato prova di essere uno dei cantautori italiani da tenere d’occhio, Maurizio Bonino è tornato a raccontare il passare del tempo, le città italiane - come Torino, Novara e Milano - e le complicate dinamiche dei rapporti con storie di vita.

Successivamente al suo esordio nel mercato del disco nel 2015, con l’album “Camper” prodotto da Omid Jazi (Verdena) con il supporto di Shuta Shinoda (Hot Chip, Primal Scream) e grazie al quale il cantautore torinese ha iniziato a salire alle cronache, Bonetti ha portato la sua musica in diverse città d’Italia, ha aperto i concerti di - tra gli altri - Niccolò Fabi (come successo nel 2015 al festival Tokuma di Vimercate), Calcutta, Colapesce e Giovanni Truppi, e ha dato alle stampe il suo secondo album, “Dopo la guerra”, nel 2018.

La seconda prova sulla lunga distanza di Bonetti si distingue per essere un lavoro personale, con echi di Francesco De Gregori e richiami ai lavori di Brunori Sas, in cui il suono dei sintetizzatori dà forma alle canzoni del disco, presentato dal cantautore in tutta Italia e sul palco del Festival Mi Ami del 2018 a Milano oltre che su quello dell’Home Festival a Treviso. 

Dopo la sua partecipazione al disco-tributo italiano a Yoko Ono, “suONO”, uscito il 1 febbraio 2019 e che ha visto Maurizio Bonino reinterpretare , l’artista piemontese si è concentrato nella realizzazione del suo terzo album di inediti, in cui è riuscito a mettere tutto sé stesso, in modo totale e sincero.

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