Spandau Ballet: "Noi e i Duran Duran come i Beatles e i Rolling Stones"

In occasione dell'uscita della nuova raccolta, Martin Kemp ripercorre le tappe principali della carriera degli Spandau, tra successi e flop.
Spandau Ballet: "Noi e i Duran Duran come i Beatles e i Rolling Stones"

"Gli Spandau Ballet e i Duran Duran? È vero, eravamo rivali, come i Beatles e i Rolling Stones. Quella cosa mi faceva impazzire". Martin Kemp, storico bassista della band leader del movimento New romantic, ha ripercorso in una recente intervista concessa al tabloid britannico "The Sun" le tappe principali della carriera del gruppo di "Through the barricades", in occasione dell'uscita della raccolta che celebra i quarant'anni dalla nascita della formazione, "Spandau Ballet 40 Years - The Greatest Hits". Dagli esordi fino al presente, passando per l'uscita dalla band del cantante Tony Hadley.

La raccolta, articolata in tre dischi, nei negozi dallo scorso venerdì, 27 novembre, include alcuni dei brani più significativi della storia degli Spandau Ballet, da "Toys" a "Steal", passando per "I'll fly for you" e la stessa "Through the barricades". Il gruppo, nato nel 1979 dall'incontro tra Gary Kemp e Steve Norman, ai quali si aggiunsero poi John Keeble, Michael Ellison (subito dopo sostituito da Richard Miller, a sua volta sostituito da Martin Kemp) e Tony Hadley, esordì ufficialmente nel 1981 con l'album "Journeys to glory", dopo aver firmato un contratto discografico con l'etichetta britannica Chrysalis Records. Il disco conquistò la quinta posizione della classifica del Regno Unito, ma il grande successo per Hadley e soci sarebbe arrivato solamente nell''83 con l'album "True", quello di "Gold". Kemp, oggi 59enne, ricorda nell'intervista:

"Le prime cose che acquistammo con i soldi guadagnati? Automobili. Ma gli Spandau Ballet non vendettero molti dischi nei primi tre anni di carriera, al di fuori del Regno Unito. Cominci a fare i soldi quando conquisti l'Europa e gli Stati Uniti. Per me e Gary il successo consisteva nel ripagare i nostri genitori della fiducia che ci avevano dato. Prima di 'True' eravamo praticamente una band di culto che suonava nei club. Poi ci impegnammo e incidemmo l'album pop-soul che volevamo fare. Andammo alle Bahamas per inciderlo, dandogli un sapore diverso. 'True' andò al primo posto: era tutto ciò che sognavamo. Quello resta il periodo che preferisco della storia degli Spandau".

Dopo "True", "Parade", il disco dell''84 di "I'll fly for you". E poi "Through the barricades", nell''86. Il successo degli Spandau Ballet sembrava non volersi arrestare. La crisi arrivò nell''89, con "Heart like a sky", il primo disco inciso per una multinazionale, la Warner, che nel Regno Unito non riuscì a spingersi oltre la 31esima posizione nella classifica dei più venduti:

"Era arrivata la nostra data di scadenza. Negli anni Novanta i gruppi pop sarebbero stati spazzati via dalla Dj culture".

La band si fermò nel 1990. Nel 1999 Tony Hadley, Steve Norman e John Keeble fecero causa a Gary Kemp, da sempre autore di tutti i testi e di tutte le musiche delle canzoni degli Spandau Ballet, chiedendogli di condividere parte delle royalties. Persero la causa. Dieci anni più tardi, i cinque tornarono a suonare insieme, ma nuove tensioni nel 2017 portarono all'uscita di Tony Hadley dal gruppo. Gli Spandau lo rimpiazzarono con un altro cantante, Ross William Wild:

"Fu un esperimento. Ma non eravamo davvero gli Spandau. Ci abbiamo provato. Non funzionò".

Una reunion?

"Ci sono cinque persone che devono mettersi d'accordo".

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