Depeche Mode, la furibonda polemica con Simon Cowell e X Factor nel 2012

Martin Gore partì all'attacco: 'Qualcuno dovrebbe sparare all'inventore del talent'. La replica: 'Uscita stupida e pericolosa'. Rockol chiese conto all'artista della dichiarazione, e...
Depeche Mode, la furibonda polemica con Simon Cowell e X Factor nel 2012

Capita a tutti di spararla grossa. Se la si spara grossa durante una serata tra amici o tra una ristretta cerchia di conoscenti il tutto, al massimo, può risolversi in una risata o in un vaffanculo. Diverso è se l'esternazione iperbolica viene affidata ai media: anche se non avulsa dal contesto nella quale è stata rilasciata, la dichiarazione viene presa per quella che è - una dichiarazione pubblica, appunto - con il peso che l'autorevolezza e la popolarità della personalità che l'ha rilasciata le assegnano.

L'intervista prima di "Delta Machine"

E' il 2012: i Depeche Mode, che di lì a un anno avrebbero pubblicato il loro tredicesimo album di studio, "Delta Machine", rilasciano un'intervista a tutto campo a Music Week. Non essendo inglobata in una canonica routine promozionale, la chiacchierata con la stampa si apre a tematiche più generali, come - per esempio - le problematiche delle realtà emergenti alla luce dei profondi cambiamenti in atto nell'industria discografica. "Devo dirlo, per come vanno le cose oggi è orribile", osserva il frontman della band di "Personal Jesus" Dave Gahan: "Bisogna avere le spalle larghe, perché spesso capita di leggere cose sul tuo lavoro che non fanno piacere. Si viene esaminati, il proprio lavoro non sempre viene apprezzato e se (la stampa) non lo apprezza probabilmente non apprezzerà nemmeno la prossima cosa che verrà fatta, che sarà messa a confronto con l'ultima. A una band serve del tempo per crescere e diventare brava".

'Qualcuno dovrebbe sparargli'

Una presa di posizione netta, ma non così esagerata da scatenare una polemica. Ad accendere la miccia, tuttavia, ci avrebbe pensato Martin Gore. Sempre in tema di giovani emergenti, il polistrumentista riserva parole durissime nei confronti di Simon Cowell, patron della Syco e ideatore del più popolare format di talent show musicale, X Factor:

"Non voglio incitare alla violenza, ma credo che qualcuno debba sparare a Simon Cowell"

Rilanciata nel giro di una manciata di ore dalle principali testate musicali - e non solo - di tutto il mondo, la dichiarazione dell'artista solleva un autentico polverone. Il primo a rispondere - è il caso di dirlo - al fuoco è ovviamente Cowell, all'epoca impegnato come giurato sul banco dell'edizione statunitense del talent.

'Affermazione stupida'. Ma Gore tiene il punto

A stretto giro, il manager e imprenditore affida al proprio canale Twitter la replica ufficiale:

"Ho letto che Martin Gore si augura che mi sparino. Si rende conto di quanto bislacco e stupido lo abbia reso un'affermazione del genere? Perché non va a leggersi quello che succede nel mondo? La ragione per la quale sono arrabbiato con quello svitato di Gore è che solo quest'anno un sacco di gente ha perso la vita in sparatorie, e gente come lui non fa altro che incoraggiare tragedie del genere"

Passano sei mesi circa. I Depeche Mode presentano a Vienna dal vivo il loro nuovo album, "Delta Machine". A Rockol, una delle tante testate ammesse all'evento live, ospitato in una capiente sala del MuseumQuartier, nel centro della capitale austriaca, viene accordata un'intervista proprio a Gore. Affrontare la vicenda è ineludibile. Alla domanda in merito, il chitarrista accenna un sorriso a mezza bocca, e con estrema classe glissa: evitando nell specifico ogni riferimento a X Factor, l'artista non rinuncia alla tirare una stoccata, definendo i talent show musicali, in genere, "un lavaggio del cervello operato sulle menti più giovani". Martin Gore, evidentemente, non aveva cambiato opinione.

Bastava il telecomando

Per la cronaca, l'edizione americana di X Factor sarebbe andata in onda solo fino al 2013, prima di essere cancellata dopo aver dimezzato gli ascolti - da 12 e 6 milioni di telespettatori - in appena tre stagioni. Sarebbe andata (poco) meglio nel Regno Unito, dove lo show - in onda dal 2004 - è stato tolto dai palinsesti nel 2018, con circa un terzo degli episodi della quindicesima stagione non inclusi nelle prime quindici posizioni dei programmi televisivi più seguiti nella settimana di messa in onda. Gore, probabilmente, non immaginava che per togliere il prodotto di Cowell dagli schermi sarebbe bastato un banalissimo - e non violento - telecomando.

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