Queen, la storia di "I’m Going Slightly Mad"

Trent'anni fa usciva "Innuendo", l'ultimo album pubblicato dai Queen con Freddie Mercury ancora vivente. Lo raccontiamo canzone per canzone.
Queen, la storia di "I’m Going Slightly Mad"

Noël Coward è sempre stato un pallino di Freddie. "Killer Queen" nacque con l’immagine del commediografo inglese ben chiara nella testa di Mercury. C’è molto Noël Coward anche in "I’m Going Slightly Mad", la canzone più falsamente spensierata di un album piuttosto cupo (inevitabilmente, verrebbe da aggiungere).
La canzone nacque da una nottata di baldorie di Freddie a Garden Lodge con l’amico Peter Straker. In realtà la sensazione di leggera follia – questo voleva intendere Freddie – era anche un segnale di demenza, una seria complicanza che colpiva i
malati di AIDS.  La canzone è tutta farina del sacco di Freddie.


Come d’abitudine, il singolo (che, con "The Hitman" e l’inedita "Lost Opportunity" come lati B, non andò oltre il ventiduesimo posto in Gran Bretagna) venne accompagnato da un videoclip piuttosto surreale. Brian fu vestito da pinguino, riscoprendo una vecchia passione che risaliva addirittura ai tempi della copertina di "Queen"; Roger fu costretto a sistemarsi una teiera fumante in testa e a guidare un triciclo a pedali, John indossò un copricapo da buffone di corte. Quanto a Freddie, si trasformò in una specie di Lord Byron con un’acconciatura stravagante, guanti bianchi, scarpe a punta lunghe e, più avanti, un casco di banane al posto dei capelli. L’elegante bianco e nero serve a nascondere i segni della malattia di Mercury, con il viso coperto da un pesante strato di cerone ma comunque evidentemente emaciato. I quattro si divertirono, durante le riprese, ma come ha poi raccontato Taylor, “Freddie sembrava abbastanza sofferente”.


Nel Bonus EP del remaster 2011 di "Innuendo" è presente la versione Mad Mix del pezzo, con una serie infinita di suoni stranissimi, voci di Mercury e cori, nei quali è coinvolto anche Taylor.

Roberto De Ponti

Domani scriveremo di “Headlong”.

I testi sono tratti dal libro di Roberto De Ponti “Queen – Opera omnia”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Innuendo” e di tutti gli altri album dei Queen.


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