Altre cover da Miley Cyrus: "Boys don't cry" dei Cure e "Zombie" dei Cranberries
Se esiste una cantante che ama proporre le sue rivisitazioni di canzoni di altri artisti questa è Miley Cyrus, ne scrivemmo qui meno di un mese orsono. Una tendenza che ebbe inizio con "Head Like a Hole" dei Nine Inch Nails a Glastonbury l'estate scorsa. Da allora, tra le altre, ha inanellato, tanto per gradire, un paio di cover dei Pink Floyd "Comfortably Numb" e "Wish You Were Here", poi "Black Dog" dei Led Zeppelin, "Roadhouse Blues" dei Doors, "Help!" dei Beatles, "My Future" di Billie Eilish, "Maneater" di Hall & Oates e, ancora, "Heart of Glass" dei Blondie.
Per la sua partecipazione al #SOSFest in questo fine settimana, la 27enne popstar statunitense ha aggiunto altre due canzoni alla sua lunga collezione: "Boys don't cry" dei Cure e "Zombie" dei Cranberries, chiudendo il suo set al Whiskey A Go Go di Los Angeles proponendo il suo ultimo singolo "Midnight Sky". Verso la fine della performance Miley ha reso omaggio al Whiskey a Go Go, sottolineando che delle vere e proprie leggende del rock come Jimi Hendrix, i Doors e i Guns N'Roses hanno calcato le assi del palco del locale sito in West Hollywood: "Facciamo il possibile per mantenere vivo questo punto di riferimento storico".
Lo show è stato organizzato dalla National Independent Venue Association, il #SOSFest (Save Our Stages) è stato un festival virtuale di tre giorni che ha visto la partecipazione di trentacinque artisti - primi fra tutti i Foo Fighters di Dave Grohl - che si sono esibiti in venticinque sedi, i cui proventi sono andati a favore dei locali di musica indipendente colpiti dalla pandemia da Coronavirus.