The Residents: guida all'ascolto di "Not available"
THE RESIDENTS: NOT AVAILABLE
Ralph Records, 1978
L’atto artistico dei Residents rimane indubbiamente fuori dai canoni estetici di qualunque band contemporanea, e forse anche successiva. Ad aggiungere un’ulteriore nota di mistero contribuisce anche il fatto che l’identità dei componenti non sia mai stata rivelata, malgrado la band sia in attività dalla fine degli anni ’60. All’inizio degli anni ’70 The Residents concepirono (o ereditarono dal mitico N. Senada – probabile altro personaggio di fantasia) la "Teoria dell’oscurità", secondo cui un artista può produrre un’opera d’arte pura solo se non tiene assolutamente in considerazione le aspettative e l’influenza del mondo esterno. Seguendo questo principio i Residents realizzarono "Not Available", che di fatto sarebbe stato il loro secondo album, ma lasciato a giacere in archivio fino al 1978. L’atto finale poteva essere solo la sua dissoluzione nel tempo o una pubblicazione tardiva, ossia solo nel momento in cui gli stessi membri se ne fossero dimenticati (!?!).
Se vogliamo provare a tracciare una discendenza stilistica potremmo forse dire che "Not Available" contiene elementi riconducibili ai sistemi di polistratificazione di Captain Beefheart; qualcuno ipotizza addirittura che N. Senada (che pronunciato in spagnolo potrebbe suonare “in sé niente”), potesse essere proprio il Capitano. Affiorano poi qualche eco zappiana, venature Prog, psichedelia, elementi concreti, simbologie arcane… Il quadro timbrico generale è costituito da suoni acustici associati a sintetizzatori e drum machine, voci multiple, spesso sovraincise e alterate elettronicamente. Ambienti inquietanti, claustrofobici… Una visione apocalittica, ma al contempo ironica, di un mondo spogliato violentemente e senza pietà dalle speranze e dall’illusione dell’amore universale: una musica che forse a causa della totale assenza di compromessi mostra pochissimi segni di invecchiamento.
Enrico Merlin
Questa scheda è tratta da "1000 dischi per un secolo. 1900-2000", di Enrico Merlin (Il Saggiatore), per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
Enrico Merlin, musicista e musicologo, nella composizione e scrittura del volume ha cercato di tracciare la storia della musica occidentale registrata, attraverso la selezione di 1000 opere sonore che fossero innovative in almeno uno dei sei parametri di cui la musica è composta: melodia-armonia-ritmo-timbro-dinamica-espressività. Per ognuna di esse ha realizzato una sorta di guida all'ascolto in cui vengono raccontate le motivazioni per cui quel disco è di fatto una pietra miliare. Mancano diversi dischi famosi, mentre vi sono opere seminali, ma di nicchia, che malgrado uno scarso successo di pubblico hanno lasciato un segno profondo in altri artisti contemporanei o successivi. Le schede non sono quindi delle recensioni, quanto piuttosto dei suggerimenti d'ascolto, dei trampolini di lancio per andare alla scoperta di nuovi mondi sonori e, perché no, trovare qualche conferma.
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