Pete Townshend: 'Come raccomandai Eddie Van Halen a Michael Jackson'
L'assolo di Eddie Van Halen su "Beat It", il terzo singolo estratto dal sesto album in studio di Michael Jackson, "Thriller" del 1982, è stato - in occasione della scomparsa dell'asso delle sei corde - uno dei momenti più rievocati della carriera dell'indimenticabile artista di "Eruption". In pochissimi, tuttavia, erano al corrente che - nelle intenzioni del produttore Quincy Jones - lo storico sodale di David Lee Roth in realtà fosse solo una seconda scelta.
Jones, che per "Beat It" voleva un sound rock alla "My Sharona" dei Knack, in prima battuta contattò il chitarrista degli Who Pete Townshend. "Gli risposi che non avrei potuto farlo", ha spiegato lo stesso Townshend all'edizione americana di Rolling Stone, "Ma gli raccomandai Eddie. Mi chiamò, e parlammo: fu molto gradevole, lui fu contento dell'opportunità, e mi disse di quando - all'epoca - si divertiva a suonare le tastiere [proprio in quel periodo i Van Halen stavano lavorando a 'Jump', il singolo, uscitò nell''83, che segnò una svolta nel sound della band proprio in virtù della preponderanza dei synth negli arrangiamenti]".
"Il suo sorriso era indimenticabile", ha proseguito Townshend a proposito dell'amico e collega venuto a mancare: "Era un uomo che occupava il posto che gli spettava, molto felice di fare quello che faceva. Invecchiando, era diventato ancora più generoso, autoironico e schivo riguardo l'enorme dono che aveva: ha condiviso un'infinità di trucchi per mezzo di workshop, tutorial online e spettacoli televisivi. Il suo talento era immenso".
"La sua perdita è stata una tragedia", ha concluso il chitarrista: "Non era solo un musicista innovativo, elegante e dotato di un gran gusto, ma anche uno showman virtuoso e spontaneo che ci lasciava ogni volta a bocca aperta. Con la sua morte tutti gli shredder hanno perso un maestro e una guida. E' stato il grande chitarrista americano: speravo che un domani potesse diventare presidente".