Area Sanremo: a proposito della commissione
Sono stati annunciati ieri i nomi dei componenti della Commissione di Area Sanremo.
Un amico mi scrive, provocatoriamente e ironicamente, in proposito:
Immagino il tuo entusiasmo per la commissione...
Gli ho risposto che si sbaglia; in realtà trovo che, nel complesso, sia una commissione accettabile - fatta salva la mia convinzione, che ho già espresso e motivato qua, che sia sbagliato chiamare degli artisti a valutare altri artisti. Se proprio degli artisti ci devono essere, per ragioni di visibilità della manifestazione, allora perché non Arisa e Mahmood, che comunque hanno una qualche connessione con Area Sanremo, da dove sono partiti?
Però provo a spiegare perché, tutto sommato, mi pare che "politicamente" la composizione sia equilibrata (anche se l'età media dei componenti non è proprio giovanissima...).
Intanto ci sono due donne, e in questi tempi di quote rosa era necessario ci fossero.
Rossana Casale, interprete e insegnante di canto, copre il versante "belle voci e gente che canta tecnicamente bene".
Erica Mou, cantautrice, dovrà (penso) valutare principalmente la qualità dei testi.
Gianmaurizio Foderaro è un professionista di lungo corso: oltre ad essere conduttore radiofonico di esperienza, ad essere stato responsabile di Radio 1 musica per quattro anni e ad essere attualmente (se non mi sbaglio) incaricato di curare il canale tematico RAI Radio Tutta Italiana, la sua presenza è un segnale interessante, perché coinvolge la RAI in una selezione che (come ho già detto) spesso la RAI ha sostanzialmente snobbato, se non osteggiato e a volte sabotato.
Immagino che il Presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, Livio Emanueli, si sia anche posto il problema di come valutare la pletora di rapper e di trapper che senza dubbio tenterà l'accesso al Festival via Area Sanremo; e suppongo che sul tema abbia chiesto consiglio proprio a Foderaro, che avrà probabilmente segnalato una sua conoscenza, Massimo Rosa (G-Max) dei Flaminio Maphia.
Per quanto riguarda il presidente della Commissione, Vittorio De Scalzi, già New Trolls, oltre ad essere stato molto presente su vari fronti negli ultimi anni, è anche ben radicato a Sanremo, e fornisce quel nome "storico" (magari poco moderno, ecco) che serve a dare peso all'intera compagine dei giurati.
Ripeto: io avrei compiuto una scelta radicalmente differente, ma comprendo le ragioni che stanno dietro alla scelta di questi nomi.
Poi, come sempre, i risultati ci diranno se avranno lavorato bene (e se saranno stati fortunati, perché con il regolamento attuale bisogna scegliere fra quello che ti arriva da valutare, e la media qualitativa dei cosiddetti emergenti è, di questi tempi, piuttosto bassa). Auguro buon lavoro alla Commissione - con la speranza che Emanueli riesca ad ottenere che tutte le votazioni, fin dalle prime fasi, vengano rese pubbliche giurato per giurato e concorrente per concorrente. In nome della trasparenza totale che da sempre auspico per ogni tipo di concorso.
Franco Zanetti