AC/DC, i ritorni di Cliff Williams, Brian Johnson e Phil Rudd

Chi ha suonato nel nuovo singolo "Shot in the dark" e nell'album "PWR UP"
AC/DC, i ritorni di Cliff Williams, Brian Johnson e Phil Rudd

Attingendo a un'intervista degli AC/DC a "Rolling Stone" USA, un ampio servizio di "UCR" ricostruisce le storie dell'uscita e del rientro nella band australiana del bassista Cliff Williams, del cantante Brian Johnson e del batterista Phil Rudd alla vigilia dell'uscita del singolo "Shot in the dark" che vede il gruppo nella formazione con Angus Young, Brian Johnson, Phil Rudd, Cliff Williams e Stevie Young.

 

Cliff Williams ha raccontato che a contribuire al suo ritiro, nel 2016, fu un bruttissimo attacco di vertigini.


"Non voglio annoiarvi con i dettagli clinici, ma è stato un periodo molto difficile. Credevo che non ne sarei uscito".

 

Williams annunciò la decisione di lasciare nel luglio di quattro anni fa, sottolineando come la perdita di Malcolm Young, Phil Rudd e Brian Johnson gli avesse fatto capire che anche per lui era arrivato il momento di dire basta.
"Alla fine di questo tour smetterò di registrare e andare in tour" annunciò; "sento per istinto che è la cosa giusta da fare".
A febbraio del 2019 venne però pubblicata una foto della band che stava registrando in una palestra di Vancouver, e c'erano anche Williams e Johnson.
Johnson ammette che è stato il ritorno di Johnson e Rudd a convincerlo a interrompere il suo ritiro.


"Era come rimettere insieme la vecchia squadra. Non come ricominciare daccapo, ma qualcosa che andava il più vicino possibile a ricostiruire il gruppo che era stato insieme per quarant'anni. E non volevo perdermelo".

 

Per rendere possibile il ritorno del cantante Brian Johnson è servito invece un mezzo miracolo della tecnica medica.
Nel 2016 gli AC/DC avevano annunciato il rinvio di alcune date del tour "Rock or Bust", rivelando per la prima volta i problemi di perdita d'udito del loro cantante.
Johnson ha ammesso che in molti dei concerti del tour aveva cantato "a memoria". Ma la sordità peggiorava, e Johnson non riuscì più a superare la difficoltà del non sentire i suoni degli strumenti e la sua stessa voce.


"Mi sentivo colpevole nei confronti del pubblico e degli altri del gruppo. Niente di peggio che stare lì in piedi senza sentirsi sicuro di sé".


Anche per la band la situazione era difficile. Come disse il bassista Cliff Williams, "Brian si toglieva gli auricolari e scuoteva la testa. Non riusciva a rimanere intonato".
E così Johnson rinunciò ai rimanenti concerti del tour, per i quali il suo posto, nel marzo del 2016, fu preso da Axl Rose dei Guns N'Roses.
Johnson si rivolse a uno specialista dell'udito e cominciò un trattamento sperimentale che sperava potesse restituirgli la possibilità di cantare.


"La prima volta che incontrai quel medico, si portò dietro questo aggeggio che aveva le dimensioni di una batteria di automobile. Mi spiegò che avrebbe fatto inmodo di ridurne le dimensioni. Ci ha messo due anni e mezzo. Ci incontravamo una volta al mese, ed era un tormento, con tutti quei fili e schermi di computer e runori vari. Ma ne è valsa la pena".


La tecnologia scientifica utilizzata rimane misteriosa, e Johnson non scende nei dettagli.


"Posso solo dire che le ossa del cranio vengono utilizzate come ricevitore".


Quel che conta, però, e che pare abbia funzionato. Johnson ha sempre tenuto informati i suoi compagni dei progressi che faceva, e quando Angus Young ha deciso di rimettere insieme la band per registrare un nuovo album,il cantante era pronto all'impresa.
Prima dell'arrivo della pandemia, gli AC/DC hanno fatto in tempo a tenere una prova completa di un concerto.


"Ero con i ragazzi sul campo di battaglia, ed è stato fantastico. Mi sono sentito di nuovo un ragazzino".

 

Diversa la storia di Phil Rudd, che nel 2014, un mese prima della pubblicazione di "Rock or Bust", fu coinvolto in una serissima questione legale: era accusato di aver assoldato un killer perché uccidesse qualcuno (oltre che di possesso di metanfetamina e cannabis). Dopo un anno alcune delle accuse erano cadute, e Rudd fu condannato a otto mesi di arresti domiciliari.
Durante tutto questo periodo, in cui a sostituirlo alla batteria fu chiamato Chris Slade (già con gli AC/DC dal 1989 al 1994, Rudd non fu mai ufficialmente licenziato dalla band.
Nel 2016 Phil, ripulito dalla droga, era potenzialmente pronto al rientro. Nel novembre del 2017 incontrò Angus Young al funerale di Malcolm, ed è stato quell'incontro che ha portato al rientro in formazione del batterista, del quale si è iniziato a vociferare dall'estate del 2018, quando Phil fu visto con Brian Johnson in uno studio di registrazione.


"Non mi sono mai sentito meglio in vita mia: né fisicamente né mentalmente", dice oggi il batterista.

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