"Pompa" degli Squallor: un disco epocale, raccontato

Marco Ranaldi racconta l'album del 1977 della band-fantasma, appena ristampato in picture disc
"Pompa" degli Squallor: un disco epocale, raccontato

"Pompa", originariamente pubblicato nel 1977, è stato uno dei dischi di maggior successo degli Squallor, una band-fantasma (qui la storia del gruppo e la discografia completa).
Il 26 settembre scorso, in occasione del Record Store Day, la Nar International (distribuzione Warner Music) ha messo in vendita una versione da collezione del tutto inedita (LP 180 gr. Picture Disc - 12’’), a tiratura numerata e limitata (solo 500 copie). 
Abbiamo chiesto di raccontarci questo disco a Marco Ranaldi, pianista, musicologo, esperto di musica del 900 e di quelle applicate nonché dei linguaggi pop e modern; laureato in discipline musicali e in psicologia, scrive da molti anni di musiche e ha pubblicato diversi lavori collaborando con numerose testate. Ranaldi sta per pubblicare, a novembre, un libro sugli Squallor, che sarà edito da Crac.


Il fatto che gli Squallor non si siano mai ufficialmente sciolti induce a pensare che forse in un futuro prossimo venturo, quando cioè riusciremo ad entrare in contatto con le entità trasmigrate (dette anime) allora i quattro potranno fare un nuovo disco, o addirittura andare in live e  ovviamente in streaming. Ma se questa convinzione ci serve per pensare con nostalgia che gli Squallor non sono mai morti allora è sanamente giusto. Perché? Perché senza gli Squallor si vive male, e perché oggi il loro incredibile rumore post atomico e post tutto ci aiuterebbe a superare tutte quelle nefandezze che turbano il nostro vivere. 
Ecco quindi che, dopo il glaciale silenzio della Sugar ex CGD che ha congelato, svenduto, smembrato il catalogo Squallor, la Nar si riappropria di uno dei dischi forti del gruppo, ovvero "Pompa": che iniziava in una maniera incredibile, con Alfredo Cerruti, voce solista degli Squallor, che impazza con quel suo stile fra l’indemoniato e il precursore dei venditori porta a porta, in "Introdurso" che è veramente la porta di accesso a questo album incredibile. La Nar fa di più: lo ristampa in 500 copie solo in vinile e naturalmente in picture disc. Un ottimo regalo in vista di Natale, quando cioè viene la voglia di dare fuoco all’albero per poi farlo trovare sotto casa del proprio dirimpettaio che dà tanto fastidio durante il giorno. 


Con "Pompa" gli Squallor arrivano finalmente a codificare quello che sarà il loro motivo di rottura, in tutti i sensi. Quando sfornano un capolavoro, nel senso di dopolavoro post e pre leghista come "Berta", probabilmente sono coscienti di scassare quella mitica “uallera” della “zia Waller” ed arrivare così a far capire che il gioco è ora diventato duro. Sì, è vero, "Troia", "Palle" e "Vacca" avevano già detto qualche cosa, e addirittura "38 Luglio" sembrava il manifesto della rinascita eversiva. Per non parlare di "Ti ho conosciuta in un clubs", dove Cerruti racconta con quella sua voce da gufo del tardo pomeriggio cosa sarà. E anticipa Lucio Dalla. Ma questa è un’altra storia. 
Ora, venendo a "Pompa" quasi come se stessi tenendo un seminario sulla ludopatica faccenda della pompa come mezzo di comunicazione, è necessario dire che è il disco che fa aprire il chakra della risata come pochi altri. A parte "Berta", con la Czardas firmata da Monti (non quello della "Ciarda per violino e pianoforte"), che dire di "Sfogo", che è un calembour di autentiche scioffolaggini cerrutesche? E poi "Famiglia Cristiana"! Come s’incazzarono le alte sfere ecclesiastiche per questo vistosissimo attentato alla “fede cattolica” e al costrutto castrante della famiglia! 


Poi la vera testa di ponte, l’ariete sfondatutto che aveva un nome che gelava il sangue: Pierpaolo. i Vandali, Attila, gli Unni, erano delle bravissime e pacifiche persone, rispetto a Pierpaolo. Pierpaolo è l’impossibile, inarrivabile essere umano che è più “fetente” del peggiore cattivissimo della storia. Quindi i preti, quando sentirono che cosa poteva mai essere la “famiglia cristiana” di Pierpaolo, si presero un bel coccolone. Anche perché - è storia e leggenda - proprio "Pompa" fu il disco che le radio libere, o private, lanciarono e consumarono come se fosse stato un gelato molto hot. In una radio in cui lavoravo il vinile di "Pompa" era nascosto in mezzo agli altri dischi per non farlo troppo vedere. Ed era rigato, ma ancora suonabile. Tanto che lo liberai dalla censura visiva per portarmelo nel mio harem discografico. Ed è ancora lì. "Unisex" e "Marcia dell’equo canone" sembrano i canoni della musica del ‘500, ovvero sembrano i canoni del perfetto costrutto per far ridere senza ridere. E in questi due pezzi Cerruti si trattiene per non scaricare una profondissima risata. Insomma: "Pompa" equivale alla rivoluzione industriale, alla rivoluzione sessuale, alla rivoluzione….e basta! Da questo disco in poi le cose saranno un casino incredibile, e il quartetto ex quintetto sa che il futuro non potrà che essere roseo come le mutande di zia Waller. E così sia!

Marco Ranaldi

Introdurso/Pompa

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La scarognata

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Nottingam

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I love my disco baby

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Sfogo

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Berta

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Unisex

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Famiglia cristiana

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Marcia dell'equo canone

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