I Fleet Foxes come Beyoncé: a sorpresa il nuovo album “Shore”

"Un album che celebra la vita che vince sulla morte, in onore dei nostri eroi musicali", spiega Robin Pecknol.
I Fleet Foxes come Beyoncé: a sorpresa il nuovo album “Shore”
Credits: Emily Johnston

Nello slang musicale, “To pull a Beyoncé” significa pubblicare un album a sorpresa, come la cantante fece nel 2013. Per un certo periodo è una pratica andata di moda: gli U2, lei stessa di nuovo, Eminem, Drake, Frank Ocean. Recentemente Taylor Swift, con “Folklore”. Alla lista si aggiunge un nome improbabile: i Fleet Foxes, che hanno pubblicato oggi “Shore”. Il seguito di “Crack-up” doveva essere una novità completa, poi ieri è trapelato qualcosa in rete. Ma si tratta comunque di una bella sorpresa, perché il disco arriva a soli tre anni dal precedente, e i tempi di Robin Pecknold & co sono notoriamente lunghi tra un album e l'altro.

“Ho iniziato a scrivere ‘Shore' nel settembre del 2018, proprio alla fine del tour da 170 concerti”, spiega Pecknold nelle lunghe note allegate al disco. “Ci ho lavorato come se fosse l’ultimo grande album che cerco di fare, non perché lo sarà, ma perché non possiamo prevedere il futuro, e non volevo lasciare benzina inutilizzata nel serbatoio. Se lo scorso aprile mi avessero chiesto cosa sarebbe successo ad un disco mezzo pronto nel mio hard disk, con il mondo che si stava risistemando improvvisamente, avrei detto che non sarebbe mai uscito. Sono contento di poterlo condividere così presto”.

“Shore” contiene “15 canzoni in 55 minuti”, cui la prima è una suite, “Wading In Waist-High Water” e “Sunblind”:  “Volevo fare un album che celebrava la vita che vince sulla morte, in onore dei nostri eroi musicali che abbiamo perduto, rendendo loro omaggio nei testi, e portandoli con me musicalmente, impegnandomi a vivere pienamente e vivacemente in un modo che a loro non è più concesso”. ”L’album è stato registrato tra New York, negli studi di Aaron Dessner dei National, quindi in Portogallo con Beatriz Artola, quindi in Francia, poi a Los Angeles. “Alla fine di febbraio del 2020, mi ero perso. Avevo inciso la maggior parte dell'album e ricevuto molti meravigliosi contributi da altri artisti, ma per qualche ragione non avevo ancora scritto un solo testo”, spiega Pecknold. “Quando ho capito che stava per arrivare il lockdown, sono tornato in fretta a New York - le mie chitarre sono ancora a Los Angeles. A giugno ho iniziato a girovagare in macchina per ore nello stato di New York, e guidando sono arrivati i testi. Da luglio in poi siamo riusciti a finire l’album”. Il disco contiene una collaborazione con Christopher Bear (Grizzly Bear) e un cameo di Brian Wilson, la cui voce è campionata in “Cradling Mother, Cradling Woman."

Il disco è opera totalmente di Pecknold: “Sin dagli inizi, i Fleet Foxes hanno avuto due vite: gli album in studio e i concerti. Gli album sono sempre stati soprattutto il mio lavoro e la mia visione”. Il futuro, però, è fatto di un album collaborativo: “Poiché non saremo in grado suonare nel prossimo futuro, abbiamo iniziato a sperimentare canzoni scritte insieme, in un modo che non abbiamo mai fatto prima nella storia della band. Per il 2021, speriamo di avere altre canzoni pronte, per aumentare queste quindici”.

Ecco la tracklist di "Shore":

1 . Wading In Waist-High Water  & Sunblind 
2.    Can I Believe You
3.    Jara
4.    Featherweight
5.    A Long Way Past The Past
6.    For A Week Or Two
7.    Maestranza
8.    Young Man's Game
9.    I'm Not My Season
10.    Quiet Air / Gioia
11.    Going-to-the-Sun Road
12.    Thymia
13.    Cradling Mother, Cradling Woman
14.    Shore

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Dall'archivio di Rockol - Robin Pecknold racconta "Crack-up"
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