La polemica su Adele e l'appropriazione culturale, spiegata

Come lei anche Katy Perry, Beyoncé e Bruno Mars.
La polemica su Adele e l'appropriazione culturale, spiegata

Adele, assente dalle scene discografiche da cinque anni, tanti ne sono trascorsi dall'uscita del suo ultimo album, "25", ha pubblicato una nuova foto su Instagram ed è tornata a far parlare di sé. E no, stavolta non c'entrano i chili persi.

La cantante, salita alla ribalta nel 2008 con il singolo "Chasing pavements" e diventata una diva del pop nel 2011 grazie al successo dell'album "21" (quello di "Rolling in the deep", "Turning tables" e "Someone like you", per intenderci), è finita al centro di una polemica sull'appropriazione culturale. Il motivo? Nel giorno in cui a Londra si festeggia il Carnevale di Notting Hill, una grande sfilata ideata dagli immigrati provenienti dai Caraibi (e in particolar modo dalla Giamaica), che si svolge tradizionalmente l'ultimo week-end di agosto ma che quest'anno è stata cancellata a causa delle misure restrittive legate alla pandemia da Covid-19, Adele si è fatta fotografare in un giardino privato in bikini con la bandiera giamaicana. Il dettaglio che ha fatto infuriare molti utenti sui social, scatenando la polemica nei confronti della cantante, riguarda l'acconciatura mostrata da Adele nella foto, tipicamente afro: ha i capelli legati secondo la tecnica Bantu, che consiste in tanti piccoli nodi. "Happy what would be Notting Hill Carnival my beloved London", ha scritto lei nel post, prima di essere attaccata.

L'appropriazione culturale è un concetto  che negli Stati Uniti fa discutere già da qualche anno, secondo il quale l'adozione o l'utilizzazione di elementi di una cultura da parte dei membri di una cultura "dominante" sarebbe irrispettosa e costituirebbe una forma di oppressione: perché se una donna nera sfoggia acconciature tradizionali viene offesa e derisa, mentre se lo fa una donna bianca no?

In Italia il dibattito passa per lo più sui social network e non occupa una posizione centrale nell'opinione pubblica, a differenza degli States, dove se ne discute anche in ambito accademico. Nel mondo musicale, tante star del pop e del rock sono state accusate di appropriazione culturale. Katy Perry, ad esempio, nel 2014 fu criticata per essersi vestita da geisha durante un concerto e per aver aver inserito elementi della cultura dell'antico Egitto nel video di "Dark horse". Bruno Mars, hawaiano, origini per metà portoricane e per metà filippine, è stato accusato di appropriazione culturale per le sue scelte musicali e per aver omaggiato con la sua musica il funk e il soul di matrice afroamericana. Mentre Beyoncé, che pure ha origini afroamericane (e già un paio d'anni fa era stata criticata per aver pubblicato sui social alcune foto nelle quali sfoggiava un look indiano), è stata recentemente accusata di appropriazione culturale per il concept album "Black is king", che voleva essere un omaggio alla cultura black ma che tra abiti tradizionali e luoghi comuni l'ha di fatto esposta a critiche.

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