Foo Fighters, Taylor Hawkins sull'emergenza Covid negli USA: 'C'è un mucchio di gente col culo per terra'
Il batterista dei Foo Fighters Taylor Hawkins è stato intervistato dall'emittente radiofonica australiana Triple M: nel corso della chiacchierata con il conduttore Brendo, oltre che a parlare dei venticinque anni di attività della band capitanata dal già batterista dei Nirvana Dave Grohl, il musicista ha fatto il punto sulla grave emergenza sanitaria che sta ancora colpendo molto duramente gli Stati Uniti.
"E' stata una metà dell'anno decisamente strana, alla fine: oggi come oggi, mi sa che siamo in ballo già da sei mesi", ha detto Hawkins: "Mi sento in colpa nel dire di stare bene: per il momento sto tenendo botta. Ma in America c'è un sacco di gente col culo per terra. Non sto parlando di essere positivi al Covid, ma di rispondere alla domanda 'cosa darò da mangiare ai miei figli, oggi?'. Io sono talmente fortunato da non pormi del tutto domande del genere. I miei problemi sono scegliere se prendere il sole, andare a fare surf o fare un giro in mountain bike".
"Per quanto mi riguarda, è tutto ok", ha concluso Hawkins: "La mia famiglia è con me, quindi sto bene. Se sono ancora un po' pazzo? Certo che lo sono. Tutti lo siamo. Ma allo stesso tempo devi anche essere capace di superare certe cose, e renderti conto di quanto tu sia fortunato".
I Foo Fighters sono stati costretti a cancellare il tour celebrativo per il venticinquesimo anniversario della fondazione a causa delle restrizioni adottate per contenere la pandemia da Coronavirus: la serie di eventi, che avrebbe dovuto toccare anche Milano, è stata rinviata al prossimo anno - compresa la data nel capoluogo lombardo, programmata per il 12 giugno 2021. Il leader del gruppo, dal canto suo, ha fatto sapere in una recente intervista a Kerrang di avere ultimato i lavori al nuovo album di inediti in studio, ideale successore di "Concrete And Gold" del 2017: "Cazzo, sono molto fiero di quello che abbiamo fatto", ha spiegato Grohl, "E' una cosa che non abbiamo mai fatto prima. Non vedo l'ora che la gente lo senta e di saltare su un palco a suonarlo. In questo disco ci sono cori con cinquanta cazzo di persone che cantano: sono momenti che uniscono i cuori di chi ascolta. Ecco di cosa si tratta".