Motta e la chiusura delle discoteche: ‘Andatevene affanculo e rispettate le regole’

"Ancora prima del Coronavirus hanno provocato stragi”: Motta non concede sconti al dancefloor.
Motta e la chiusura delle discoteche: ‘Andatevene affanculo e rispettate le regole’

Continua il dibattito sulla chiusura delle discoteche d’Italia, stabilita ieri, 16 agosto, da una nuova ordinanza che fa dietro front sull’apertura - rivelatasi, dal punto di vista del governo, prematura e non più sostenibile – delle piste da ballo. Tra i tanti pareri che affollano i social – poco fa abbiamo riferito le osservazioni di Linus – fa capolino anche il punto di vista di Motta, particolarmente critico nei confronti di strutture che la voce di “Prima o poi ci passerà” non sembra tenere in grande considerazione.

Scrive infatti il cantautore toscano su Twitter: “Il mondo della musica si è praticamente fermato mesi fa e c’è ancora gente che giustifica l’operato delle discoteche, dei soldi in nero, dei dj set/ concerti (?) che ancora prima del Coronavirus hanno provocato stragi”. Motta conclude: “Andatevene affanculo e rispettate le regole come tutti”.

Tra gli incidenti più gravi degli ultimi anni sui dancefloor le cronache registrano la strage di Corinaldo che tra il 7 e l’8 dicembre del 2018 ha visto perdere la vita, nella discoteca marchigiana Lanterna Azzurra, sei persone rimaste schiacciate nella calca nel corso di una serata che avrebbe dovuto accogliere anche un DJ set di Sfera Ebbasta.

Motta ha pubblicato il suo ultimo album, “Vivere o morire”, nel 2018, a circa due anni dal suo esordio nel mercato del disco con “La fine dei vent’anni”. L’anno successivo il cantautore pisano ha partecipato al Festival di Sanremo con il singolo “Dov’è l’Italia”.

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