Cristina Donà: 'Con 'Perpendicolare' elaboro il post-Covid. In attesa del nuovo disco...'

La cantautrice è tornata in scena con uno spettacolo che unisce musica e danza, in attesa che - nella prima metà del 2021 - arrivi il successore di 'Così vicini'
Cristina Donà: 'Con 'Perpendicolare' elaboro il post-Covid. In attesa del nuovo disco...'
Credits: Marco Caselli Nirmal

Dice che la parola "lockdown" proprio non le piace. "Preferisco 'lucchettaggio' o 'clausura autoimposta', ma immagino che ogni tanto, per comodità, toccherà usarla". Il tragico periodo dell'emergenza sanitaria per Cristina Donà non è un semplice argomento di conversazione per parlare di suggestioni artistiche o blocco dell'attività live: "Quello che è successo lo sto ancora elaborando: abitando in Val Seriana mi rendo conto che ci sia ancora molto, da elaborare", ci spiega lei da quello che è stato l'epicentro italiano dell'epidemia da Covid-19, e che solo qualche giorno fa ha fatto registrare nessun contagio per la prima volta dall'inizio della pandemia, "C'è una certa schizofrenia rispetto alla ripartenza, specie quella in volata, ma ci sono cose - come questa - che richiedono lentezza. Noi che facciamo questo lavoro abbiamo la fortuna di poter 'spurgare' certe emozioni con quello che proponiamo sul palco". E sul palco, la cantautrice - nata a Rho ma da anni residente nelle Alpi Orobie - ci è tornata già a giugno con "Perpendicolare", spettacolo a metà strada tra musica d'autore e danza che l'artista presenterà fino alla metà del prossimo settembre sui palchi di - tra le altre città - Torino, Riccione e Firenze.

Come è nato lo spettacolo "Perpendicolare"?

E' stato pensato prima del Coronavirus, tra gli scorsi mesi di dicembre e gennaio. Lo spunto mi è stato dato dal festival di danza contemporanea Fabbrica Europa, che spinge gli artisti a unire le diverse discipline. Così sono entrata in contatto con il coreografo Daniele Ninarello, che non conoscevo. Da subito ho sentito un'attrazione verso questa possibilità: negli ultimi anni ho rallentato il ritmo delle pubblicazioni convenzionali, perché ho avuto bisogno di fare esperienze che mi facessero crescere. In questo senso, "Perpendicolare" è arrivato al momento giusto: a me è stato utile, e spero sia utile anche a chi verrà a vederlo. E' uno show che ha a che fare con la fisicità, con l'ascolto del proprio corpo, che - tra le altre cose - è anche un 'registratore' di quello che ci capita intorno. Il lavoro di Daniele sulla danza è incentrato sulla comunicazione e sull'ascolto: è un esercizio di attenzione che risveglia la relazione che abbiamo con l'esterno. Ammetto di non aver mai dedicato così tanto tempo alla preparazione di uno spettacolo: abbiamo lavorato per almeno un mese a distanza, durante la quarantena. Il lavoro di ascolto e improvvisazione è stato notevole: sul palco ci saranno momenti dove anch'io danzerò, e altri dove Daniele canterà. C'è stata una precisa volontà di invadere una il territorio dell'altro che non è esibizionismo, ma la voglia di sollevare un velo e togliersi reciprocamente degli sfizi. Lo scopo ultimo è quello di mostrare la fragilità. Poi unire la danza alle parole, oltre che alla musica, non è semplice: da parte di Daniele c'è stato un grande impegno per evitare di essere didascalico. Ha avuto una straordinaria capacità di interpretare un mondo - quello della canzone - connotato da segni - le parole - già molto chiari.

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(Foto di Riccardo Panozzo)

Nello show ci saranno sia brani già editi che inediti: gli inediti li hai scritti pensando a "Perpendicolare" o era materiale al quale stavi lavorando che hai scoperto essere adatto al progetto?

Gli inediti sono canzoni molto brevi, intense, nate durante il periodo di clausura forzata e concepite con un meccanismo inverso a quello con quale stava venendo pensato lo spettacolo. Durante il lockdown Daniele, che abita a Torino, era uscito in strada a danzare come forma di "protesta silenziosa" contro quello che stava accadendo, filmando le sue performance. A Saverio Lanza [chitarrista e produttore, anche lui coinvolto nella creazione dello spettacolo], che ha scritto buona parte degli arrangiamenti di "Perpendicolare", è venuta l'idea di suggerirmi di partire dai movimenti di Daniele per scrivere i testi delle nuove canzoni: per me è stata una grande ispirazione. Prima di allora solo Davey Ray Moor [il fondatore dei Cousteau che produsse per la Donà "Dove se tu" nel 2003] mi spinse a farmi ispirare dalla fotografia, per scrivere, ma dalla danza mai. In ogni caso, l'anno prossimo uscirà un mio nuovo disco di inediti in studio... 

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(Foto di Riccardo Panozzo)

Questa è una notizia...

Uscirà nella prima metà del 2021, anche se al momento non è ancora definitivamente chiuso. E' un album per il quale ho scritto davvero molto: solo una canzone è nata durante il lockdown, tutte le altre sono state scritte prima. Eppure, ascoltandole durante il periodo di autoreclusione, mi sono sembrate figlie di quei giorni, e l'esperienza è stata incredibile...

Sei stata tra le prima a tornare sul palco dopo il lungo periodo di lockdown: com'è stato l'impatto con il contesto Covid-Safe?

La prima esperienza è stata proprio per la presentazione di "Perpendicolare", in giugno, a Bologna: tutti, tra il pubblico, avevano le mascherine, e il distanziamento fisico era rispettato molto scrupolosamente. Ho avvertito, tuttavia, un forte desiderio dal parte del pubblico di tornare a vivere gli spettacoli in carne e ossa: l'ascolto pareva 'amplificato', c'era un suggestivo rispetto verso quello che stava succedendo sul palco. Ho vissuto questo momento come una liberazione, ma anche con paura, trattandosi di una prima. Poi, in occasione della data con Ginevra Di Marco a luglio, nelle Marche, la tensione si era già stemperata. Mi sono chiesta se fosse giusto vivere questo momento con meno precauzioni: arrivo da una delle zone più colpite dal Covid, dove abbiamo vissuto un incubo difficile da raccontare. Era primavera, e fuori dalle finestre vedevamo il sole ma anche le persone in coda davanti alla farmacie per le bombole di ossigeno, che non bastavano mai. Sono immagini che sulla ripartenza - anche la mia, personale - hanno pesato, ma fortunatamente il mio lavoro mi ha costretto a muovermi, a tornare sul palco.

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(Foto di Riccardo Panozzo)

Come giudichi la reazione della comunità musicale della quali fai parte alla gravissima crisi generata dall'emergenza sanitaria?

Gli artisti sono stati spinti a mobilitarsi dagli eventi. Al flash mob del 21 giugno in piazza Duomo a Milano non ho preso parte fisicamente perché ero impegnata sul palco a Bologna, ma ho supportato l'iniziativa promuovendola sui miei canali social. E' stato un passaggio importante per far prendere atto del valore e del lavoro che c'è dietro a ogni artista, dell'indotto che genera. Del resto il momento che stiamo vivendo lo conosciamo bene: per quella che è la tecnologia che ormai ha inglobato il mondo della musica, è passato il messaggio che le canzoni siano diventate gratuite, e che i dischi non si debbano più acquistare. Tutto ciò ha tolto il valore all'arte in un Paese dove non c'è una vera e propria preparazione culturale, e dove si fa sempre più fatica a valorizzare il percorso artistico. Non saprei dare una soluzione semplice: immagino che si possa cominciare dalle scuole, per seminare presso le nuove generazioni, ma potrebbe non bastare. Bisognerebbe fare passare il messaggio che inquadri l'arte non come un accessorio radical chic ma come un'esperienza indispensabile per la sopravvivenza, che sia anche leggera, e non difficile e intellettuale. Io, personalmente, mi accorgo di quanto sia bello leggere un libro o ascoltare un disco proprio nel momento in cui mi godo il momento, senza pensare di stare facendo qualcosa che mi arricchisce culturalmente. Quello verso l'arte e la cultura deve essere un percorso gioioso, non punitivo.

Tanti enti, come la collecting NUOVOIMAIE, hanno attivato programmi di aiuto a iscritti e associati investendo diverse decine di milioni di euro: pensi che possano aiutare gli artisti a superare questo periodo difficile?

E' una fortuna che siano stati attivati programmi del genere, perché mi pare che dalla politica, al momento, non siano arrivati contributi concreti. Da parte mia, ho apprezzato molto il lavoro fatto in queste settimane da Andrea Marco Ricci, il fondatore dell'associazione Note Legali, della quale faccio parte, che in un periodo di profonda incertezza, anche legislativa, con le sue dirette sul Web ha aiutato molti di noi ad avere un quadro più chiaro e preciso della situazione.

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(Foto di Riccardo Panozzo)

Ecco la prossime date di "Perpendicolare":

30 agosto: Riccione - spiagga n. 17 ore 6:00 - Rassegna Albe in Controluce 2020
17 e 18 settembre: Firenze - Teatro Studio Mila Pieralli di Scandicci - Fabbrica Europa Festival
9 ottobre: Reggio Emilia - Teatro Cavallerizza - Festival Aperto
18 ottobre: Ascoli - luogo da definirsi - a cura di Amat Marche

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