Addio a Martin Birch, produttore degli Iron Maiden e dei Black Sabbath
Si è spento all'età di 71 anni Martin Birch, produttore discografico e tecnico del suono britannico noto ai più per aver messo mano ai dischi di - tra gli altri - Deep Purple, Black Sabbath, Iron Maiden, Whitesnake e Fleetwood Mac. In particolar modo, la collaborazione con la band storicamente rappresentata da Ozzy Osbourne - che però in quel momento non faceva parte della formazione: c'era Ronnie James Dio - e quella con la band di "The trooper" ha permesso a Birch di diventare uno dei produttori e dei fonici di riferimento della scena hard rock e heavy metal internazionale.
Prima di lavorare con i Black Sabbath e gli Iron Maiden, però, Birch aveva affiancato in studio di registrazione come tecnico del suono i Fleetwood Mac (c'era il suo tocco in "Then play on", "Kiln house", "Bare trees", "Penguin" e "Mystery to me"), i Deep Purple ("Concerto for group and orchestra", "Deep purple in rock", "Fireball", "Machine head"; "Made in Japan", fino a "Last concert in Japan") e Jeff Beck ("Beck-Ola").
Nel 1980 produsse "Heaven and hell" dei Black Sabbath e la collaborazione si rinnovò anche per il successivo "Mob rules" del 1981. Sempre nel 1981 cominciò a collaborare con gli Iron Maiden: da "Killers" a "Fear of the dark", Martin Birch aiutò Steve Harris e compagni a trovare la loro identità sonora. Si era ritirato nel 1992.