Sergio Caputo per Rockol: “Delirio radiofonico estivo”. Leggi e ascolta

Il cantautore romano ci presenta il suo nuovo singolo “Ma che lurida estate”.

Sergio Caputo per Rockol: “Delirio radiofonico estivo”. Leggi e ascolta

"Ma che lurida estate" è il nuovo singolo di Sergio Caputo, scritto di getto a fine luglio. Il genere è caraibico e riecheggia arie stile Harry Belafonte, o Calypso Rose. Sergio ha suonato tutto tranne il sax, che è di Massimo Zagonari ed è stato eseguito long-distance via teleconferenza, in linea coi tempi. Il testo invece è di pensieri personali, cosa atipica nelle canzoni “estive" italiane, meno nei brani latini originali. Ecco come Sergio Caputo ci racconta con parole sue l’estate del 2020.

 

Era l'estate del 2020, che sarebbe passata sinistramente alla storia come "la lurida estate". C'era in giro un virus che volava sulle ali dei pipistrelli anche in pieno giorno, o nascosto in sushi di pangolino al mercato del pesce; non c'erano né aerei né treni per scappare da nessuna parte, la gente girava mascherata entrando a volto coperto anche nelle banche, da cui usciva furtivamente solo per farsi rapinare dal fisco non appena girava l'angolo, e tornare a tapparsi in casa per ordinare su Amazon. Il caldo era rabbioso, in quella lurida estate. Neanche il sollievo di un aperitivo con poche, selezionate centinaia di amici! Per noi musicisti fu uno shock. Ci tolsero la nostra ragion d'essere: il pubblico. Costretti a suonare da casa davanti a fondali fatti a libreria, o in arene vuote per una folla di sagome umane cartonate, tentammo di andare in tour in autostop, giù per autostrade chiuse causa lavori, facendo uscire singoli che nessuna radio avrebbe suonato, neanche in pieno agosto. Ci sputammo addosso l'un l'altro musica "usa e getta", e i cantanti invece di cantare, parlarono. E parlarono ancora, finché una giuria di talent in teleconferenza li zittì con la temuta e perfida stilettata “per me è un no”.  

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Ci provammo, a fare i bravi. Andammo in spiaggia distanziati, per poi andarci a stipare in code chilometriche nei supermarket nell'ora di punta, dove la merce malandata, scarsa e indifesa, era stata smaneggiata e sputacchiata da chissà chi. Dio era in vacanza non si sa dove, il suo portavoce non si affacciava neanche più al balcone, e se Gli scrivevi, ricevevi una risposta automatica - ma sicuramente non era lui. Non ci restò che rimanere in casa a farci il pane da soli e a mettere su panza che non avremmo certamente smaltito portando a spasso cani altrui. Improvvisamente, inspiegabilmente, ci lasciarono uscire, poi ci dissero che era meglio di no, poi di sì, e poi ancora di no. Poi ancora di sì, perché - buone notizie - nelle ultime 24 ore erano morte "solo" duecento persone, e le terapie intensive si erano svuotate. A pensarci oggi, anni dopo, oggi che siamo immortali, tornando a guardare indietro, non ci viene in mente che una frase, una frase balorda eppur viva: "Ma che lurida estate!". L'ho fatto anch'io. Sì, ci sono caduto anch'io.

(Sergio Caputo)

Domenica 2 agosto alle ore 21.00 a Roma Sergio Caputo, in versione unplugged, salirà sul palco dei Giardini Montemario (Piazzale dello Stadio Olimpico 8). Durante il concerto ripercorrerà la sua carriera d’artista proponendo i brani storici del suo repertorio insieme a quelli più recenti. Il cantautore romano sarà in concerto anche il 3 agosto al Castello di Scarlino (Gr), il 29 agosto a Manciano (Gr), il 30 alla Arena Spartacus di Napoli e il 30 settembre oltralpe, al Sunset-Sunside Jazz Club di Parigi.

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