La brutale aggressione a Samuel dei Subsonica in un club a Milano, nel 2002

Il cantante torinese fu costretto ad annullare delle date con i Motel Connection in seguito alle percosse subite in una discoteca del capoluogo lombardo: ecco come la band di 'Nuvole rapide' raccontò - e commentò, non senza ironia - la brutta vicenda
La brutale aggressione a Samuel dei Subsonica in un club a Milano, nel 2002

Prima che la pandemia da Covid-19 causasse la più grande ondata di annullamenti e rinvii di show che la musica dal vivo ricordi, capitava di vedere concerti cancellati all'ultimo momento o quasi per i motivi più disparati: dal fermo della strumentazione alla dogana all'arresto del protagonista della data (chi aveva i biglietti per i live italiani della scorsa estate di A$ap Rocky e Tekashi 6ix9ine ne sa qualcosa), passando per le più banali indisposizioni, gli scioperi del personale aeroportuale o le ambigue "cause non dipendendi della volontà dell'artista / promoter / management / venue" le docce fredde rovesciate sul capo dei fan dall'imprevisto lastminute sono state tante, e con tanti padri.

Molto più raro è vedere una parte di un tour annullata perché il cantante della band titolare delle date è stato pestato selvaggiamente dai responsabili della sicurezza - o da chi si supponeva dovesse ricoprire quel ruolo - di un locale. Eppure quasi vent'anni fa è successo anche questo, più precisamente ai Motel Connection, progetto parallelo ai Subsonica del frontman - oggi anche cantautore ed ex giudice di X Factor - Samuel Romano.

Il 21 novembre del 2002 il Propaganda di Milano - già noto come lo storico City Square, aperto nel 1988, poi preso in gestione dai calciatori Christian Abbiati, Rino Gattuso e Christian Brocchi e ribattezzato C-Side, poi ancora trasformatosi in Limelight e chiuso definitivamente nel 2016 per lasciare spazio a un supermercato - ospitò la festa per il ventincinquesimo anniversario della Rough Trade, la leggendaria etichetta britannica già "casa" di nomi storici del rock l'oltremanica come Smiths, Jesus and Mary Chain e molti altri. Alla serata, realizzata in collaborazione con la testata musicale Mucchio Selvaggio, era previsto un dj set del fondatore della label Geoff Travis e un live set di quella che all'epoca era considerata una giovane e promettente band londinese, ancora fresca della pubblicazione - pochi mesi prima - del proprio album di debutto, "Up the Bracket": i Libertines.

Non impegnato nelle session di lavorazione - alla quali stavano prendendo parte Max Casacci e Boosta in uno studio di Città di Castello, in Umbria - di "Controllo del livello di rombo", il primo disco dal vivo del gruppo di "Microchip emozionale" pubblicato all'inizio del febbraio 2003, Samuel si concesse una serata di libertà presso il club meneghino, dove - come raccontato sul sito ufficiale della band all'indomani del party - successe il fattaccio:

"La notizia del giorno che sta facendo un po' il giro riporta il cantante dei Subsonica protagonista e/o vittima di un furibondo parapiglia avvenuto pressapoco ieri sera in un noto locale Milanese. L'occasione era la festa della rivista Musicale "il Mucchio" insieme a quella dell'etichetta Rough Trade. La vera vittima degli ancor fumosi avvenimenti è comunque palesemente una. Il buon senso, come spesso accade. Il buon senso è talvolta quella cosa che inserito al momento giusto evita il precipitare a valanga di fraintendimenti che hanno tutta l'aria di volersi esprimere in termini di esplosione a catena.
Il buon Samuel vittima di un malinteso è stato diciamo sgarbatamente rimproverato con tono veemente nel classico modo con il quale a nessuno piace essere rimproverato. La sua reazione assai poco diplomatica ha innescato una miccia di controreazioni a piramide che lo hanno visto robustamente accompagnato alla porta, più di una volta e da sempre più gente con sempre maggiore violenza espressa da entrambe le parti. Ovvero da una parte Samuel e dall'altra i buttafuori. E sì perché il cantante come agganciato ad un invisibile elastico tira-guai è rientrato più volte sulla scena del delitto. Il terzo round lo ha visto seriamente impegnato in una zuffa che ha procurato anche un involontario papagnone sul viso del buon Federico Guglielmi, giornalista impegnato in una lodevole opera di peace keeping. Il gran finale è stato un vero e proprio pestaggio un tantino disonorevole ai danni dell'artista da parte di un branco di personaggi non propriamente efebici. Morale, sturie di pronto soccorso, tre costole che stavano molto meglio prima, denti scheggiati e varie ed eventuali che costringeranno Samuel a non poter cantare per un po'".

La band tornò a commentare il grave fatto qualche giorno dopo, sempre con una nota pubblicata sul sito ufficiale, dove venne fatta chiarezza sulla dinamica dell'incidente:

"(...) viviamo nei locali di notte da almeno dieci anni e di tutti i colori ne abbiamo viste. Pestaggi furibondi, armi da taglio armi da fuoco, botte tra buttafuori e rompicoglioni, liti ai banconi accoltellamenti, sfregi con vetriolo e una volta pure un emulo di Indiana Jones con tanto di machete alla mano. Murazzi adventures offre questo ed altro. Alcuni buttafuori, che esercitano in un territorio piuttosto caldo e non in una discarica di fighetti dove giusto mononeuronali palestrati possono trovare lavoro, sono tra i nostri migliori amici. Quindi i pischellini che spiegano la filosofia della security potrebbero anche risparmiarsi la paternale. E noi non abbiamo posto nel diario di bordo la questione su quanto la gente del locale milanese in oggetto sia ben poco abiutuata a lavorare in condizioni minimamente tese. Perchè evidentemente una concatenazione di fattori un po' esplosivi è stata certamente favorita e soprattutto non evitata quando ancora si poteva da Samuel. Uno di noi. I suoi eventuali errori in questo spazio sono anche i nostri. Però nel momento in cui gente che lavora nella sicurezza di un locale dopo aver menato (e di conseguenza essersi preso anche la responsabilità di ricevere qualche botta) e buttato fuori l'elemento indesiderato debba successivamente uscire in strada per una spedizione punitiva di quattro contro uno (...)".

Il brutale pestaggio costerà al cantante quattro costole rotte e qualche settimana di convalescenza: il calendario dal vivo dei Motel Connection tra i mesi di novembre e dicembre ne uscì ovviamente stravolto. La band tornò in azione nella seconda metà di gennaio, quando lo stesso Samuel postò un aggiornamento sulla vita on the road del progetto condiviso con Pisti e Pierfunk rassicurando i fan meno aggiornati: "Nonostante abbia preso un sacco di botte funziono ancora".

In epoca pre-social - Facebook sarebbe stato lanciato poco più di un anno dopo, nel febbraio 2004 - la band piemontese dimostrò grande lucidità ed equilibro nel gestire l'aspetto comunicativo dell'incidente, non alzando i toni - pur rimarcando l'indiscutibile gravità del fatto - e riuscendo pure a offrire una lettura ironica dell'accaduto. Una settimana dopo l'episodio, a stemperare il clima ci pensarono Casacci e Boosta con un post sul sito ufficiale scritto direttamente dallo studio dove erano al lavoro:

"Dall'eremo centro italico abbiamo sentito Samuel che saluta tutti, che rassicura sul suo stato di salute ma che preferisce starsene in isolamento per un po'. Zero telefono zero canali di comunicazione (...). Comunque la cittadina è piccola, le notizie girano, la nostra immagine pubblica già da tempo guardata con sospetto non è rassicurante come quella dei cantanti di grido e ora più che mai passiamo pure per alterati rissosi sfascia locali. Abbiamo deciso di darci un taglio. D'ora in poi almeno per la durata della nostra permanenza qui non daremo più adito a maligne dicerie presentandoci così:

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Ma mostreremo alla gente la nostra natura di semplici ragazzi acqua e sapone. E se necessario anche pettine.

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Perché è ora di smetterla di pensare che siamo un gruppo di scavezzacolli ubriaconi molesti in odore di punture di marjuana che s'accompagnano ai peggio no global sfasciavetrine. Ora basta, se ci riescono i peggio farabutti a darsi un tono di decoro mediatico perché non dovremmo riuscirci noialtri? Eppoi il rocherol non è mica la musica del demonio no?".

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