USA, un politico su Twitter: 'Complotto: Beyoncé è italiana'
Esternazioni tanto roboanti quanto improbabili non sono appannaggio esclusivo dei politici - il più delle volte di piccolo cabotaggio, ma con diverse clamorose eccezioni - di casa nostra: anche negli Stati Uniti, in quanto a sproposito, chi aspira a ricoprire o ricopre cariche pubbliche si impegna per distinguersi. E' il caso di K.W. Miller, candidato indipendente presso il diciottesimo distretto congressuale della Florida: secondo il cinquantaquattrenne esponente politico la star del pop Beyoncé non sarebbe di origini afroamericane, ma italiane. La bizzarra teoria è stata esposta dall'uomo in un post pubblicato sul suo canale Twitter ufficiale:
"Beyoncé non è nemmeno afroamericana", spiega, convinto, Miller: "Sta fingendo per avere esposizione sui media. Il suo vero nome è Ann Marie Lastrassi, ed è italiana. E' parte del programma di [George] Soros e del deep state per promuovere il movimento Black Lives Matter. Beyoncé, sei stata avvisata".
In altri due post collegati al primo, Miller chiarisce: "Sapete che la canzone di Beyoncé 'Formation' è un messaggio segreto in codice per i globalisti? Nella canzone ammette chiaramente la sua natura demoniaca e di aver lavorato nelle congregazioni sataniste in Alabama e Louisiana", prima di collegare la figura della diva r'n'b moglie di Jay-Z a un ipotetico piano congiunto tra i disordini seguiti alla morte di George Floyd e al vaccino anti-Covid promosso da Bill Gates.
Come osservato dal sito locale specializzato Florida Politics, Miller - laureatosi nel 1992 alla Catholic University of America - non è nuovo a uscite di questo genere: oltre ad aver definito - sempre sul suo canale Twitter - Miss Carter "un agente marxista operativo non degno di trovare spazio nell'immaginario pop americano" il candidato ha rivolto i suoi strali all'indirizzo della voce di "Lady Marmalade" Patti LaBelle, accusandola di essere "un burattino al servizio degli Illuminati globalisti'" e - naturalmente - adoratrice di Satana.