La storia del cantante che rifiutò di entrare nei Led Zeppelin

Con con la sua voce la band britannica avrebbe avuto lo stesso successo avuto poi negli anni anche grazie alle corde vocali di Plant?

La storia del cantante che rifiutò di entrare nei Led Zeppelin

Chissà se ogni tanto ci pensa, a quella che sarebbe stata la sua vita se solo avesse accettato di essere la voce dei Led Zeppelin, anziché rifiutare l'invito di Jimmy Page (peraltro suggerendogli di rivolgersi a Robert Plant). Con con la sua voce la band britannica avrebbe avuto lo stesso successo avuto poi negli anni anche grazie alle corde vocali di Plant? È un destino strano, quello di Terry Reid (al centro nella foto in alto). Nella storia della musica rock, il cantautore è noto principalmente per un motivo: quello di aver rifiutato il ruolo di frontman dei futuri Led Zeppelin, appunto (e più avanti, pare, anche dei Deep Purple).

Nato nel 1949 a Huntingdon, un centinaio di chilometri da Londra, Reid lasciò giovanissimo la scuola per inseguire i suoi sogni di rock'n'roll: aveva appena quindici anni quando insieme al suo gruppo, i Jaywalkers, si imbarcò in tour con i Rolling Stones, aprendo tra il settembre e l'ottobre del 1966 i concerti del tour britannico di Mick Jagger e soci, che avevano da poco spedito nei negozi il loro ultimo album "Aftermath" (dopo aver già piazzato in classifica, negli anni precedenti, hit come "Not fade away", "It's all over now", "Little red rooster", "The last time", "Satisfaction" e "Get off of my cloud"). Fu proprio durante uno dei concerti della tournée che Terry Reid e i suoi Jaywalkers furono adocchiati da Graham Nash, che aiutò la band a firmare il suo primo contratto discografico con la Columbia Records e ad esordire di lì a poco sul mercato con il singolo "The hand don't fit the glove": fu il primo e l'ultimo, dal momento che nel 1967 la formazione si sciolse.

Caricamento video in corso Link
Reid proseguì per la sua strada. Iniziò a collaborare con il produttore Mickie Most, già al fianco di Donovan (tra gli altri). Con lui incise il suo album d'esordio come solista, "Bang, bang you're Terry Reid". Il disco uscì nel 1968, ma rimase praticamente a prendere polvere sugli scaffali dei negozi: ciò nonostante, contribuì a far circolare parecchio il nome di Reid tra i seguaci della scena rock dell'epoca, tant'è che in quello stesso anno al cantautore fu proposto di andare in tour negli Stati Uniti con i Cream (e le sue esibizioni vennero spesso recensite molto positivamente dalla stampa americana).

La musica di Terry Reid arrivò dunque anche alle orecchie dell'allora chitarrista degli Yardbirds Jimmy Page, che cercò in tutti i modi di mettersi in contatto con il cantautore. Non appena gli Yardbirds si sciolsero, il chitarrista chiese a Reid di diventare il cantante del gruppo che stava per fondare, i New Yardbirds, i futuri Led Zeppelin, band destinata a scrivere alcune delle pagine fondamentali della storia della musica rock. Il cantautore prese tempo: di lì a poco sarebbe partito con i Rolling Stones per accompagnarli di nuovo in tour e i Cream gli avevano confermato di volerlo al loro fianco. Valeva la pena di accettare quella proposta? Secondo la storia ufficiale, Reid disse a Page che avrebbe accettato solo se quest'ultimo avesse pagato le penali relative al mancato rispetto degli accordi che aveva preso con gli Stones e se avesse chiamato Keith Richards per spiegargli la situazione. Ma non successe: Page non chiamò Richards, non pagò le penali e si mise alla ricerca di un altro cantante. Si ricordò di quel tale Robert Plant di Birmingham, a capo di una band, i Band of Joy, che aveva conosciuto poco tempo prima.

E così, mentre nel 1969 i Led Zeppelin spedivano nei negozi i loro primi due album, "Led Zeppelin" e "Led Zeppelin II", con la voce di Robert Plant a rendere celebri canzoni come "Good times, bad times", "Communication breakdown", "Whole lotta love", "Ramble rock", solo per citarne alcune, Terry Reid - che nello stesso anno pubblicò il suo secondo disco, dal titolo eponimo - assistette da spettatore alla scalata al successo del gruppo, mentre era impegnato ad aprire i tour di gruppi come Jethro Tull e Fleetwood Mac.

Il cantautore avrebbe continuato ad incidere dischi anche negli anni successivi, ma senza particolare successo: da "River" del 1973 a "The driver" del 1991, passando per "Seed of memory" del 1976 e "Rogue waves" del 1979. Nel 2016, in un'intervista concessa al magazine musicale britannico Uncut, del "gran rifiuto" disse:

"La gente dice: 'Avresti potuto essere Robert Plant', ma io sarei comunque stato Terry Reid. Sono un cantante, suono la chitarra, scrivo le canzoni a modo mio. Jimmy (Page) sapeva esattamente cosa voleva".

Dall'archivio di Rockol - Quella volta che ‘Stairway to Heaven’ dei Led Zeppelin è stata trasmessa per 24 ore di fila...
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.