Roger Waters: su George Floyd mi sono sbagliato

L’ex Pink Floyd pubblica un messaggio sul proprio sito web per chiarire quanto detto a margine della recente intervista con il Middle East Media Research Istitute.

Roger Waters: su George Floyd mi sono sbagliato

A seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’ex Pink Floyd durante una recente intervista con il Middle East Media Research Istitute, a margine della quale Roger Waters ha attaccato Sheldon Adelson e ha detto che Israele è indirettamente responsabile per la morte di George Floyd - l’artista britannico ha pubblicato un lungo messaggio sul proprio sito web per fare chiarezza su quanto da lui dichiarato.

All’inizio della nota pubblicata da Waters, disponibile a questo link, l’ex Pink Floyd ha scritto: “Dopo aver parlato con alcuni colleghi ed amici palestinesi ed ebrei, ho capito che alcune osservazioni che ho fatto durante una recente intervista televisiva, sui palestinesi che soffrono sotto decenni di occupazione militare israeliana e apartheid, hanno causato qualche grave offesa. Naturalmente, questa è l'ultima cosa che vorrei fare, in particolare all'interno di un movimento di giustizia che mi sta a cuore così appassionatamente.” Roger Waters ha poi aggiunto:

“A margine dell’intervista, nell'esprimere la mia totale solidarietà e il mio sostegno al popolo palestinese, riferendomi al sostegno di Sheldon Adelson alle politiche razziste sia di Trump che di Netanyahu, ho usato parole che evocavano immagini metaforiche che, hanno detto i miei amici, erano ‘dannose per il popolo ebraico e per il movimento per i diritti palestinesi’ - e per questo, mi dispiace molto”.

Oltre ad essersi scusato e aver detto di avere “solo rispetto e compassione per i miei fratelli e sorelle ebrei nella nostra lotta collettiva per un mondo più giusto e pacifico”, Waters ha sottolineato che “il movimento Boycott, Divestment and Sanctions per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza dei palestinesi, che io sostengo con forza, chiede la piena parità dei diritti umani per tutti e respinge ogni forma di razzismo, compreso l’antisemitismo”. L’artista ha poi spiegato:

“Ovviamente, sono completamente d'accordo sul fatto che in questo movimento guidato dai palestinesi che sta resistendo pacificamente al sistema razzista israeliano di apartheid e di occupazione militare, non c’è spazio per alcun razzismo contro alcuna comunità. Permettetemi quindi di essere del tutto chiaro, non ho dubbi che Trump, Mike Pompeo e l'intero governo degli Stati Uniti, con la loro agenda estremista di destra, sosterrebbero l'apartheid israeliano con o senza il sostegno della campagna del signor Adelson”.

 

Tornando poi su quanto espresso in merito alla morte di George Floyd e sul fatto che Roger Waters ha suggerito durante l’intervista che “la polizia israeliana che lavora con le forze di polizia degli Stati Uniti ha introdotto in questo paese la tecnica dell'inginocchiamento sul collo che è stata usata nell'omicidio di George Floyd”, l’ex Pink Floyd ha detto:

“Due cose. La prima: mi sono sbagliato su questo. Un amico a cui ho chiesto indicazioni su questo, che è un esperto sui programmi di scambio della polizia e le connessioni tra la violenza dell’America e dello Stato israeliano, ha convenuto che l'influenza militarizzante di Israele sugli Stati Uniti e in tutto il mondo è un fatto grave e preoccupante. Ha anche confermato che i programmi di scambio delle forze dell'ordine con Israele facilitano la condivisione di pratiche razziste e tecnologie repressive che migliorano e normalizzano la sorveglianza di massa, la criminalizzazione, la profilazione razziale e la repressione violenta delle comunità. Ma mi ha detto che Israele non addestra la polizia americana in tattiche, come quelle usate per uccidere George Floyd. Non ne hanno bisogno. 
Come tutti sappiamo, gli Stati Uniti - un paese costruito sul genocidio di milioni di indigeni, sulla schiavitù di milioni di africani e sul razzismo sistemico che persiste dalla fine della schiavitù - non sta chiaramente aspettando che Israele gli insegni come uccidere le persone di colore”.

Dopo aver definito le attuali rivolte negli Stati Uniti come “una richiesta di vera giustizia”, Waters ha aggiunto: “Quindi, secondo: ai miei amici del Movement for Black Lives, porgo le mie più sentite scuse. Sostengo pienamente la rivolta contro il razzismo sistemico endemico in tutta l'America, contro il funzionamento omicida della polizia, e l'intero sistema giudiziario/penale profondamente razzista”.

In conclusione Roger Waters ha scritto:

“Ho cercato a modo mio di sostenere fermamente non solo la causa palestinese, ma molte altre lotte per la giustizia in tutto il mondo. Continuerò a usare la mia voce nella nostra lotta comune per i diritti umani e mi impegno a cercare di migliorare la mia consapevolezza e sensibilità per rafforzare la mia solidarietà nel perseguimento della libertà dall'oppressione e dal razzismo e per la giustizia e l'uguaglianza per tutti gli esseri”.

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