Ha scelto il tema del viaggio, Massimo Di Cataldo, come spina dorsale del suo nuovo album, "Sulla mia strada", in uscita domani, venerdì 20 maggio. "Il viaggio inteso come metafora dell'esistenza", precisa subito l'artista, che nella stesura dei dodici episodi che compongono il disco (undici inediti più la rilettura della battistiana "Il nostro caro Angelo") si è lasciato ispirare tanto da Walter Whitman (in "Meravigliosamente") che da Paulo Coelho (in "La via"): "Sì, Kerouac potrebbe sembrare una dimenticanza, ma sarebbe stato forse troppo banale chiamarlo in causa. E poi, devo ammettere, a trentasette anni mi sono allontanato un po' dalle atmosfere 'freak' da 'vagabondo del dharma'". Cosa "muove", oggi, Massimo? Cosa lo fa gioire, quindi? "Le cose molto semplici", ammette Di Cataldo: "Una volta abitavo in centro a Roma, e la vita mondana per me era tutto. Oggi sono contento di dedicarmi al giardino della mia casa fuori città. Soprattutto, la mia più grande soddisfazione, oggi, è sapere di poter essere una certezza per le persone che mi circondano, che mi vogliono bene". Una visione della vita molto pacificata, quella di Massimo, che stride parzialmente con l'immagine stereotipata da nevrotico e stressato "uomo di spettacolo". "Basta saper affrontare le cose nel modo giusto", ribatte il cantante: "Vengo da una famiglia semplice, che mi ha trasmesso valori semplici: alla mia età ho perso la voglia di strafare, di vedere il mio volto in TV e sulle copertine delle riviste. Faccio quello che mi piace fare, e pubblico dischi per una grande etichetta: non ho nessuna ragione per essere frustrato. E' un po' come partecipare al mondiale di Formula 1. Nelle prime file ci sono sempre Schumacher e Montoya, certo: io magari non sarò tra i primi, ma solo il partecipare per me è una cosa bellissima". E tra risposte diplomatiche ("Non scriverei mai inni per nessuno: a posteriori correrei il rischio di dovermi pentire"), apprezzamenti per il produttore Luca Rustici ("E' un'ottima persona dalla grande esperienza professionale: in lui ho trovato un collega perfetto. Mi sono letteralmente abbandonato nelle sue mani, ed il risultato mi ha soddisfatto pienamente") ed un breve excursus sulla citazione battistiana ("'Il nostro caro Angelo' è una canzone che mi ha sempre affascinato, sia per il significato sia per il contesto storico ed artistico nel quale è collocata. E poi parla di semplicità, e di fuga dalle convenzioni, un argomento che mi è sempre stato molto a cuore"), Massimo trova il tempo per lodare il lavoro dei suoi collaboratori più fidati: i suoi fans. "Lavorano meglio di 100 uffici stampa", confessa l'artista: "In Internet poi sono fantastici: mi piace il tam-tam assolutamente spontaneo che riescono a creare. Da domani, poi, sarà attivo il sito dedicato al mio nuovo album, www.sullamiastrada.net: sarà quello il posto migliore dove incontrarci". E per incontri non virtuali? "Al momento ho programmato un tour di 15 date in agosto: i dettagli, al momento in via di definizione, verranno comunicati al più presto in Rete".
Schede: