Gué Pequeno, racconta "Mr. Fini". E su Ghali: 'Appartiene all'universo fashion'

L'ex Club Dogo spiega al Corriere l'album in uscita il 26 giugno. E lancia frecciate al rapper milanese: "È un fake".
Gué Pequeno, racconta "Mr. Fini". E su Ghali: 'Appartiene all'universo fashion'

In un'intervista concessa al "Corriere della Sera" per presentare il suo nuovo album "Mr. Fini" (in uscita il 26 giugno), Gué Pequeno non ha mancato di dire la sua sul rapporto tra musica e attualità, criticando i colleghi che in queste settimane hanno scritto e pubblicato canzoni ispirate dal lockdown e dall'emergenza coronavirus, parlando del rapporto tra le celebrità e le proteste per la morte dell'afroamericano George Floyd e lanciando frecciate ad un altro rapper, Ghali. Rispondendo alle domande di Andrea Laffranchi, l'ex Club Dogo ha spiegato che "Da tempo pensavo di usare il cognome in un titolo, come Lil Wayne con la saga 'Tha Carter0: dà importanza.

Ben diverso dal disco personale con il nome tipo 'Mauro'. roba da looser, da perdente. (.) Ho cercato di avere un suono senza tempo e ispirato da tutti tempi: anni 80, il reggae, anni 90. Non è un disco di tendenza, non volevo fare quello che fanno tutti" . E poi ha raccontato il suo periodo recente:.

Lei vive a Lugano. Come è stato il lockdown elvetico?
"Il mese di chiusura mi ha quasi depresso... Per fortuna hanno riaperto subito. Ho sfruttato molto il lago e la natura. Ho letto moltissimo: Buzzati, Chandler, I diari dell'eroina di Nikki Six. Ho anche scritto un soggetto per una serie tv su teenager cattivi, ma non necessariamente storie di strada".

Ispirazione musicale? Un pezzo a tema coronavirus?
"Che retorica... roba da serie c. Tirare dentro l'attualità nelle canzoni è un modo per attirare l'attenzione. E vista la drammaticità della situazione, non mi sembra il caso di strumentalizzare. Come accade con black lives matter: vedo influencer che non hanno nulla a che fare con la black culture sfilare per George Floyd. Lo fanno per farsi ripostare sui social. In Italia il tema è meno sentito".

L'Italia è razzista?
"Lo si capisce dai cori allo stadio... Semplificando il discorso: in Italia il calcio è tutto, le tifoserie sono a destra, non c'è quindi da stupirsi dei risultati di Salvini. Non avremo mai un rapper nero al numero 1. Ghali è un fake. Appartiene all'universo fashion: non sarà mai un idolo del mondo di colore".

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