Ecco le canzoni più cercate per essere cantate durante le proteste per la morte di George Floyd

I Rage Against the Machine guidano la classifica.

Ecco le canzoni più cercate per essere cantate durante le proteste per la morte di George Floyd

In seguito alla morte di George Floyd, l’afroamericano deceduto lo scorso 25 giugno dopo essere stato ammanettato e bloccato a terra da un poliziotto a Minneaopolis, in Minnesota, hanno preso piede proteste contro il razzismo in diverse città degli Stati Uniti. Il sito Genius ha reso noti quali sono i testi dei brani più cercati da coloro che in questo momento si oppongono al razzismo, alla violenza e all’intolleranza.

“Killing in the name” dei Rage Against the Machine guida la lista dei testi di canzoni più cercati su Genius, che include anche “This is America” di Childish Gambino, “The Blacker the Berry” di Kendrick Lamar e “Fuck tha Police” degli N.W.A. Alcuni di questi brani affrontano la brutalità poliziesca mentre altri si concentrano sull’esperienza delle persone di colore in America. Altre canzoni, tra le più ricercate, sono "Alright" di Kendrick Lamar, "Where is the love?" dei Black Eyed Peas, "Changes" di 2Pac e "Bulls on Parade" sempre della formazione di Los Angeles.

Il singolo della band di Zack de la Rocha e Tom Morello, tratto dall’album di debutto eponimo dei Rage Against the Machine del 1992, è un brano che riflette sulle tensioni razziali negli Stati Uniti ed è stato pubblicato dopo i disordini insorti a Los Angeles a seguito dell'assoluzione dei quattro agenti della polizia che hanno aggredito il tassista afroamericano Rodney King. 

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