Addio a Ezio Bosso: aveva 48 anni

Il pianista, compositore e direttore d’orchestra torinese soffriva di una malattia neurodegenerativa.
Addio a Ezio Bosso: aveva 48 anni

È morto, all’età di 48 anni, il pianista, compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso. A scriverne è il Corriere della sera che ricorda che l’artista torinese soffriva da anni di una malattia neurodegenerativa. Poco prima che gli venisse diagnosticata, nel 2011 Bosso, classe 1971, era stato operato al cervello per un tumore.

L’unico evento che Bosso aveva in calendario per quest’anno avrebbe dovuto andare in scena il prossimo 23 agosto all’Arena di Verona ma il concerto sinfonico che avrebbe dovuto proporre la IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven era stato sospeso in linea con le limitazioni imposte agli eventi dal vivo dall’emergenza sanitaria in corso.

Lo scorso mese di settembre l’artista aveva chiarito che non avrebbe più fatto concerti in solitaria al pianoforte “perché lo farei peggio che mai e già prima ero scarso”, ma che avrebbe comunque continuato a dedicarsi alla musica. “Non mi sono ritirato”, specificava il musicista e direttore d’orchestra.

Da tempo la malattia di Bosso aveva iniziato a influenzare le apparizioni dal vivo dell’artista. Nel luglio del 2016, l’anno nel quale Ezio Bosso ha stupito più che mai il pubblico con la sua performance al Festival di Sanremo - sul palco dell'Ariston l'ex bassista degli Statuto ha messo in scena la sua "Following a bird", da "The 12th room" -, l’artista si è visto ad esempio costretto a ridurre notevolmente i suoi impegni live su consiglio dei medici, per poter permettere al suo corpo di recuperare le energie tra un’esibizione e l’altra.

Ezio Bosso, nato il 13 settembre 1971 nel capoluogo piemontese, si è spento nella sua casa di Bologna. Il suo esordio da solista è avvenuto in Francia quando l’artista era ancora molto giovane e da quel momento ha iniziato a suonare con le orchestre europee per poi entrare nell’Accademia di Vienna. Oltre ad aver messo in scena numerosi concerti in tutto il mondo sia come musicista che come direttore d’orchestra e ad aver fornito composizioni a varie istituzioni operistiche, Bosso è stato direttore stabile del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e del London Strings di Londra, ha scritto musica per il cinema, ha partecipato a progetti sociali e divulgativi e ha pubblicato, nel 2015, il suo album solista The 12th Room.

Sulla pagina Facebook ufficiale degli Statuto, band nella quale il musicista ha militato dal 1985 al 1988, si legge, in ricordo di Bosso: "Oggi perdiamo un amico, un fratello, un pezzo di noi".

 

Iniziando il mio commento dal divano di casa alla seconda serata del Festival di Sanremo edizione 2016 scrivevo:

Prima di tutto ci tengo a dirvi che i dieci minuti del pianista Ezio Bosso visti stasera sono più importanti di dieci edizioni di Festival di Sanremo, e che adesso scrivere di quelle sciocchezze di cui ci occupiamo abitualmente mi pare davvero tempo mal speso.

Pur rifuggendo caratterialmente dal buonismo mi verrebbe da scrivere che quei dieci minuti di Ezio Bosso della sera del 10 febbraio 2016 sul palcoscenico del Festival 2016 sono più memorabili di qualsiasi altro avvenimento di cui io abbia letto o scritto quell'anno (e forse negli ultimi anni) in ambito musicale.
Mi auguro che qualcuno, fra qualche anno, conservi memoria di quella volta in cui l'Italia sanremese scoprì l'esistenza di un musicista ammirevole non solo per le sue doti artistiche ma anche, forse soprattutto, per la sua dolente umanità.

Franco Zanetti

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