Bill Ward (Black Sabbath): "Non avrei firmato neanche con una pistola puntata alla testa"

Il batterista della band inglese, lasciate alle spalle le vecchie incomprensioni augura ogni bene ai suoi compagni, e ricorda quanto accadde nel 2012.
Bill Ward (Black Sabbath): "Non avrei firmato neanche con una pistola puntata alla testa"

In una intervista rilasciata alla rivista britannica Rock Candy il 71enne batterista dei Black Sabbath Bill Ward ha ribadito il suo incondizionato amore verso la band che ha contribuito a fondare e verso i compagni che la compongono, nonostante i numerosi problemi che non sono di certo mancati tra loro nella lunga storia della formazione di Birmingham.

Dei suoi compagni di band che, ricordiamolo, sono il cantante Ozzy Osbourne, il chitarrista Tony Iommi e il bassista Geezer Butler, ha detto:

“Auguro il meglio agli altri. Davvero. Li amo ancora? Sì. Di certo non ho risentimento. A loro auguro solo il bene.”

Parlando di quanto accadde nel 2012, quando Ward minacciò di non partecipare al reunion tour con la formazione originale dei Black Sabbath a causa di controversie contrattuali dice:

“Resi noto a tutti che era importante che volevo qualcosa di giusto, e questo non accadde. Anche se qualcuno mi avesse puntato una pistola alla testa, non avrei firmato quel contratto. È stata una delle cose più spiacevoli che abbia mai vissuto nella mia vita ed ero particolarmente triste per i fan per come sono andate le cose. Ma questo non mi ha impedito di amare i ragazzi. Il mio cuore giace nei Sabbath.”

In un'altra parte dell'intervista Bill Ward ha dichiarato:

“Devi avere rispetto degli altri musicisti e devi seguire i loro alti e bassi. Suonare insieme. Ogni altra cosa mi sembra sconsiderata.”

Ward lasciò il gruppo nel 2012. Dopo di allora Osbourne, Iommi e Butler, nel 2013, pubblicarono l'album “13” (leggi qui la nostra recensione), prodotto da Rick Rubin e fecero un lungo tour senza di lui. Per la registrazione di “13”, l'ultimo album di sempre dei Black Sabbath, dietro le pelli prese posto Brad Wilk, già nei Rage Against the Machine, negli Audioslave e ora nei Prophets of Rage.

Dall'archivio di Rockol - Paranoid, Il capolavoro dei Black Sabbath
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