La storia assurda dell'incontro tra Vasco e Slash

Quella volta che l'ex Guns N' Roses accettò di suonare un assolo in una canzone del rocker di Zocca.

La storia assurda dell'incontro tra Vasco e Slash

"Abbiamo registrato quasi in diretta un nuovo pezzo che sentirete... Una bomba!": era il dicembre del 2007 e Vasco Rossi, con una lettera pubblicata sul suo sito ufficiale, annunciava con queste parole ai suoi fan una notizia che in molti lessero con incredulità, se non altro perché era difficile credere che un guitar hero internazionale, ex membro di una band - i Guns N' Roses - che tra la fine degli Anni '80 e i primi Anni '90 aveva contribuito a dare nuova linfa vitale al rock, avesse accettato di suonare con un artista italiano, lui che fino ad allora aveva collezionato collaborazioni con artisti del calibro di Iggy Pop, Bob Dylan, Michael Jackson, i Motörhead e Alice Cooper (leggi anche: Dal rock al rap, passando da pop, disco, reggae e... Vasco: 18 collaborazioni imperdibili di Slash). E invece era tutto vero: Vasco Rossi e Slash insieme per un pezzo contenuto nel nuovo album del rocker di Zocca, "Il mondo che vorrei", che sarebbe uscito pochi mesi più tardi. La canzone si intitolava "Gioca con me" e i due l'avevano appena registrata a Los Angeles, dove Vasco stava proprio in quel periodo chiudendo le lavorazioni del disco.

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Dopo la sua uscita dai Guns N' Roses, nella seconda metà degli Anni '90, il chitarrista era diventato uno dei più richiesti dalle principali rockstar internazionali. Tutti volevano un assolo di Slash, che già aveva impreziosito con il suo tocco brani come "Always on the run" di Lenny Kravitz, "Black or white" e "Give in to me" di Michael Jackson (che lo aveva poi richiamato nel 1995 per "D.S." e che lo avrebbe ricercato nel '97 per "Morphine" e nel 2001 per "Privacy"), "Wiggle wiggle" di Bob Dylan", solo per citarne alcuni. Così, a partire dal 1995 Slash si era ritrovato ad affiancare artisti di punta della scena pop e rock mondiale come gli Chic, Rod Stewart, i Bad Company, e gli Yardbirds, portando avanti parallelamente a queste collaborazioni i suoi progetti come solista, su tutti gli Snakepit, la band composta insieme al cantante Eric Dover, al chitarrista Gilby Clarke, al bassista Mike Inez e al batterista Matt Sorum. Con loro, proprio nel '95, Slash aveva pubblicato l'album "It's five o'clock somewhere", a cui aveva fatto seguito cinque anni più tardi "Ain't life grand", inciso però con una formazione diversa: Rod Jackson alla voce, Ryan Roxie alla chitarra ritmica, Johnny Griparic al basso e Matt Laug alla batteria.

Fu proprio il batterista l'ideale anello di congiunzione musicale - se così si può definire - tra Slash e Vasco. Laug, che aveva già suonato per Alanis Morissette e Alice Cooper, era entrato a far parte della band di Vasco Rossi nel 2007, per il tour che nell'estate di quell'anno aveva visto il rocker esibirsi nei principali stadi italiani, prendendo il posto di Mike Baird. Vasco l'aveva invitato a partecipare anche alle sessions di "Il mondo che vorrei", facendogli suonare la batteria proprio in "Gioca con me". Secondo la leggenda, però, il vero anello di congiunzione che portò all'incontro tra Slash e Vasco fu un altro. A raccontare come avvenne il contatto con Slash fu Vasco stesso nel documentario sulle lavorazioni dell'album. Il merito, stando alla versione di Rossi, fu di una persona vicina al chitarrista (una cognata, una certa Susy, secondo la ricostruzione del produttore Guido Elmi in un episodio di Blasco Story, la serie su YouTube dedicata alla carriera della voce di "Albachiara"), che aveva visto Vasco a Firenze (nel tour di "Buoni o cattivi") e aveva suggerito un incontro:

"Siamo rimasti in contatto. Lei rimase in contatto con Guido e lui mi disse: 'Se metti il testo a questo pezzo potremmo andare a registrarlo con Slash'".

Nel video contenuto all'interno del dvd "Il mondo che vorrei live" ci sono anche alcune clip girate nello studio di Los Angeles che ospitò le registrazioni di "Gioca con me" (i due non si incontrano però: Slash è in sala con Matt Laug e il bassista Tony Franklin, mentre Vasco è dall'altra parte del vetro, in regia).

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A proposito dell'incontro, Vasco avrebbe ricordato qualche anno dopo:

"Il giorno fissato ero in studio e stavo cantando il pezzo sulla base del provino quando è arrivato... Vestito esattamente da Slash: jeans attillatissimi, catena per le chiavi alla cintura, cappellino all'indietro che raccoglieva i capelli in una coda e fazzoletto tipico pendente dalla tasca di dietro: mi passa davanti e mi saluta con uno strano sorriso tra la complicità e il divertito. Finisco di cantare e vado in regia. Ci salutiamo brevemente... Io non parlo bene l'inglese e lui nemmeno un po' l'italiano, ma ci capiamo al volo. Io sono felice di conoscerlo e lui sembra divertito all'idea di suonare un pezzo con Matt, già batterista del suo nuovo gruppo e attualmente il mio in concerto, che gli ha raccontato quanto sia stato entusiasmante per lui suonare in Italia con me dal vivo, davanti a un pubblico così numeroso... Slash chiede di cominciare subito. Si infila un paio di occhiali da sole a specchio, attacca la spina della sua Gibson all'amplificatore, e senza nessun particolare 'effetto', parte a suonare il pezzo. Ho notato che pure essendo Slash, un guitarhero dei più maledetti della storia, sapeva già il pezzo... Lo aveva imparato prima a casa e adesso lo suonava come fosse suo. Ci incontriamo durante una pausa e mi fa: 'Ehi Vasco, 'Do you like more strong or more light?'. Gli rispondo: 'I like more strong, man'. Ha fatto un cenno con la testa ed è tornato di là. Non l'ho più visto. Il giorno dopo quando ho sentito il pezzo sono rimasto allibito. Cazzo però Slash".

Slash, dal canto suo, in un'intervista a "Il Giornale" nel 2012 avrebbe però sostenuto di non aver mai incontrato fisicamente Vasco:

"Mai incontrato. Però gli ho parlato per telefono (e giocosamente ne imita la voce – ndr). Se la cava bene con l’inglese".

Fun fact: nell'ultima data del tour negli stadi legato all'album "Il mondo che vorrei", ospitata il 5 ottobre allo Stadio Delle Alpi di Torino, su "Gioca con me" si presentò sul palco un finto Slash che finse di suonare l'assolo inciso dal vero Slash. Uno scherzo architettato dalla band di Vasco: sotto i vestiti di Slash e la parrucca si nascondeva Carlo Barbero, backliner di Stef Burns, il chitarrista di Rossi. Il video, su YouTube, è un piccolo cult per i fan del rocker.

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